Il Tirreno

Grosseto

Frane monitorate come la Concordia

di Fiora Bonelli
Frane monitorate come la Concordia

Verrà installato a Roccalbegna lo stesso rilevatore di oscillazioni della nave. A Cana intanto partono i lavori per le mura

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ROCCALBEGNA. Un comune ferito a morte. L’assessore regionale all’ambiente Annarita Bramerini ha visitato Roccalbegna e non solo. Il sindaco Massimo Galli con l’assessore Fabiana Fabiani e il consigliere di minoranza Lucia Tosini, hanno accompagnato l’assessore Bramerini anche a Vallerona e a Cana. Un percorso costellato di crolli e di frane, un quadro drammatico assai difficile da fronteggiare per alleviare agli abitanti le difficoltà di spostamento e di fruizione di luoghi adesso irrimediabilmente compromessi. Fra l’altro, si arriva a Roccalbegna da Arcidosso per una provinciale con punti di frana in quantità e si entra in un comune col fiato sospeso.

L’assessore Bramerini ha iniziato da Roccalbegna: qui la frana di circa 70 ettari (all’inizio stata valutata di 40 ettari) ha costretto le autorità a chiudere la strada provinciale 160. Per i residenti è stato un colpo al cuore, a cui si è data parziale risposta, rendendo disponibile la strada consortile delle Bandite, attraversando la quale si deve guadare l’Armancione, il torrente a valle della frana.

Il consorzio Osa Albegna sta costruendo un guado con tubi e cemento sopra l’acqua (che arriva anche a 40 centimetri), per mettere al sicuro il transito di auto e pulmini e solo questa sarà la strada alternativa alla provinciale, se non si vogliono fare giri incredibili. «Se la frana fosse ferma - ha spiegato il sindaco Galli all’assessore Bramerini - potremmo pensare di riaprire la provinciale 160 a breve, anche a senso alternato e mettere la zona in sicurezza, ma occorre sapere se è ferma davvero».

Unico modo per saperlo è l’inizio del monitoraggio annunciato dalla Regione, con uno strumento ultima generazione già usato per la Concordia e le mura di Volterra. «La prossima settimana - ha promesso l’assessore Bramerini - vareremo in Regione l’inizio del monitoraggio. So che i professori universitari hanno già fatto il sopralluogo e individuato il posto dove sistemare lo strumento».

Il posto indicato per questa specie di radar che segnala ogni minimo spostamento del terreno, è la zona del campo sportivo di Santa Caterina, da dove si vede tutto il costone interessato dalla frana. «Senza quei risultati - osserva il sindaco Galli - non possiamo sapere davvero come muoverci. Perché, se come speriamo, la frana si fosse fermata, potremmo valutare la tenuta del ponte, capire se ha avuto lesioni o no e intervenire in questo senso. L’economia del nostro comune, afferma, ruota tutta attorno a questa strada. Tutti i commercianti, gli imprenditori, chi fa accoglienza, le scuole, i pendolari, tutti hanno impellenza di vederla riaperta».

Seconda tappa dell’assessore regionale è stata Vallerona, con una strada comunale, asfaltata, che porta alle campagne circostanti, del tutto inservibile. Due grandi frane l’hanno demolita in due punti e non è più percorribile, con pesante disagio per chi ha, nella vallata, poderini e appezzamenti coltivati.

Ultima tappa, a Cana: il crollo delle mura avvenuto nel piccolo borgo medievale, ha reso inservibile la terrazza e il portino, luoghi di attrazione turistica per eccellenza, da cui si gode il panorama mozzafiato sulla Maremma e dove si svolgeva anche la famosa festa medievale. Ma, soprattutto, dove abitano persone.

I lavori per la messa in sicurezza delle mura sono già stati affidati ma per ora si tratta solo della messa in sicurezza del sito: vi sono stati impegnati dal comune, 40.000 euro: «L’opera sarà realizzata dalla ditta Costrade di Grosseto. Si tratta - specifica ancora il primo cittadino Galli - di portare via il materiale accumulato e sistemarlo in un deposito, di creare un passaggio pedonale sopra le mura e, soprattutto, si tratta di demolire la terrazza che pende sospesa sulla strada sottostante. Saranno messe in sicurezza la mura rimaste in piedi, in particolare quella porzione che si trova sopra i due appartamenti coinvolti nel crollo. Sarà sistemata anche, sopra la parte franata, una rete metallica, in modo che massi o frammenti non possano cadere sulla strada stessa. Primo step di un’operazione che noi vorremmo, se riusciremo a trovare finanziamenti ad hoc, che si completasse, con il ripristino totale delle mura».

Ma l’inghippo sarà trovarli, questi finanziamenti e soprattutto, con un territorio tanto compromesso, sarà arduo contabilizzare i soldi occorrenti per i tanti indispensabili ripristini. Di lavori da fare, dunque, ce ne sono e tanti. Per sistemare un territorio che è stato martoriato dalle frane.

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