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Grosseto

Linea telefonica in tilt Condannata Telecom

Linea telefonica in tilt Condannata Telecom

L’azienda lamentava l’ostruzionismo al ripristino dai proprietari dei fondi attigui Ma il giudice ha riconosciuto le ragioni dell’utente assistito da Confconsumatori

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GROSSETO. C’è voluto un provvedimento del giudice per obbligare Telecom a provvedere al ripristino di una linea telefonica fissa malfunzionante dal febbraio 2013 e non riparata ancora nell’agosto scorso nonostante le tempestive segnalazioni.

Lo segnala Confconsumatori, che rende nota l’ordinanza del giudice Vincenzo Pedone che nei giorni scorsi ha ordinato all’azienda telefonica di dare immediata esecuzione ai lavori di ripristino e ha condannato la stessa a pagare le spese di giudizio.

«Nonostante sopralluoghi e promesse - spiega Confconsumatori, che ha seguito questa pratica con l’avvocato Rocco Roberto Iofrida - ad agosto 2013 la linea non era stata ancora ripristinata e l'utente si vedeva costretto ad adire l'autorità giudiziaria al fine di ottenere un provvedimento "d'urgenza" nei confronti di Telecom Italia spa. La compagnia telefonica, nell'ambito dell'instaurato giudizio, asseriva che il mancato ripristino era dipeso dall'ostruzionismo di terzi che, in qualità di proprietari del fondo attiguo (attraversato dai cavi telefonici da riparare e serventi l'utenza della ricorrente), non consentivano l'accesso alla loro proprietà, impedendo di fatto la manutenzione della linea telefonica. I terzi proprietari chiamati in causa asserivano di non essere mai stati informati da Telecom Italia sulla necessità delle opere, se non a procedimento giudiziale già avviato, dichiarandosi disponibili all'accesso per le necessarie opere di manutenzione della linea».

Sciogliendo la riserva assunta, il giudice ha accolto pienamente le istanze della ricorrente. Spiega ancora Confconsumatori che il dottor Pedone «ha rilevato la sussistenza dei due imprescindibili requisiti in maniera chiara: il fumus boni iuris "essendo pacifica l'esistenza di un disservizio relativo all'utenza fissa della ricorrente ed il conseguente diritto al ripristino della linea", come pure il periculum in mora sottolineando come "l'imminenza di un pregiudizio non economicamente quantificabile derivi dalla inservibilità della predetta linea telefonica"».

Per tali motivi il giudice ha ordinato a Telecom Italia Spa l'immediato ripristino dell'utenza telefonica e ai proprietari del fondo attiguo di consentire l'accesso senza frapporre ostacoli, o muovere obiezioni su soluzioni alternative, per l'esecuzione del necessario intervento; il gestore telefonico è stato condannato al pagamento delle spese di lite di tutte le parti in giudizio, per una somma liquidata in 1.400 euro più 1.050 in favore degli aventi diritto, perché l’azienda non ha fornito la prova di aver comunicato ai chiamati in causa la necessità di accedere alla loro proprietà per l’esecuzione dei lavori né di averne ottenuto un rifiuto.

«Con questa importante pronuncia - tiene a sottolineare l’associazione dei consumatori - il giudice del Tribunale di Grosseto ha ribadito un principio, già caro ai giudici toscani secondo cui la mancanza di un servizio essenziale, come quello di telefonia fissa, determina sicuramente per l'utente un pregiudizio irreparabile, vieppiù se lo stesso abita solo, in un luogo isolato e non servito anche dalla telefonia mobile».

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