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Il monito di Cna: «Vigileremo sull’applicazione dell’aliquota Tasi»
C’è tempo sino al 30 aprile, poi ogni Comune dovrà fissare le aliquote Tasi e allora sì che saranno dolori. Arriva dalla Cna e dal suo direttore, Renzo Alessandri (foto), un annuncio che può essere...
C’è tempo sino al 30 aprile, poi ogni Comune dovrà fissare le aliquote Tasi e allora sì che saranno dolori. Arriva dalla Cna e dal suo direttore, Renzo Alessandri (foto), un annuncio che può essere letto in duplice veste: da un lato l’associazione che tutela i diritti degli artigiani piange l’imminente avvento dell’ennesimo balzello; dall’altro ammonisce chi di dovere dall’applicare soglie improponibili, specie in momenti di crisi. Dopo il passaggio dall’Ici all’Imu, che secondo la Cna (e non solo) è stato pagato a carissimo prezzo dalle imprese artigiane, e con un’imposizione fiscale ai limiti dell’assurdo, qualunque altro aumento sulle spalle della piccola impresa non è più tollerabile. «A livello nazionale l’Imu, che ha colpito capannoni, laboratori, negozi, immobili strumentali, insomma, quello che crea lavoro e ricchezza diffusa, è costata ai contribuenti intorno ai 14 miliardi». E con la Tasi i rischi sono più di uno: «Si tornerà a pagare, anche se sotto mentite spoglie, l’Imu sulla prima casa; l’aliquota massima iniziale fissata al 2,5 per mille è già salita attestandosi al 3,3. L’eventuale aumento, così viene assicurato, è nella facoltà dei sindaci, servirà a finanziare le detrazioni destinate alla prima casa e a garantire l’invarianza del prelievo rispetto all’anno precedente. Insomma, dalla Cna grossetana avvertono: «Non staremo a guardare e l’invarianza del prelievo, visti i precedenti, la vorremo toccare con mano».
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