Il dolore
«Strada impraticabile, va rifatta»
Petizione di 30 cittadini al Comune per sistemare la parallela al fosso Beveraggio
GROSSETO. «Il Comune ci ha prima convertito campi e orti in zona urbana per poterci chiedere l’Imu e prenderci fior di quattrini, e ora non si degna neanche di venire a sistemare questa strada che fa paura da quante buche ci sono». Non c’è pace per la zona di Barbanella vecchia, estrema periferia di Grosseto oltre viale Uranio, in aperta campagna.
Dopo la dura battaglia di residenti e proprietari per veder sistemato e messo in sicurezza il fosso Beveraggio – per anni una fogna a cielo aperto con livelli di sostanze inquinanti fuori ogni parametro – torna a levarsi un grido indignato.
Con una petizione, trenta firmatari chiedono al Comune di sistemare la strada d’accesso, mezzo chilometro ancora sterrato, che parte da via dell’Oro, sul quale affacciano decine di orti e due case che versa in condizioni disastrose. Il fondo stradale sterrato, si legge nella petizione che ha come prima firmataria Laura Coralli, è « dall’intenso traffico e dalla stagione piovosa a una melma piena di buche profonde, fitte dal non poterle scansare e il tutto in aderenza a un fosso profondo (il Beveraggio, ndr) senza banchina, senza segnalazioni alcune. È una strada non più percorribile dai mezzi di soccorso e da tutti i proprietari di orti e da noi famiglie della zona».
Una zona in passato del Demanio provinciale, poi presa in gestione dal Comune, che all’apparenza è piena campagna ma che dal 2011 il Comune ha inserito nel tessuto urbano. «Gli orti, da niente che pavano prima, da tre anni pagano l’Imu per 43 euro a metro quadro», spiega Coralli. «Al Comune gliela abbiamo lastricata d’oro, questa strada. E ne chiediamo un’urgente messa in sicurezza».
Coralli ricorda che appena lo scorso agosto l’assessorato ai lavori pubblici ha asfaltato un primo tratto di questa strada, la prosecuzione di via dell’Oro, davanti al condominio Le Gemme. In quell’occasione l’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Monaci, annunciò che l’intervento aveva «finalmente sollevato dal disagio molte famiglie che da anni si sorbivano la polvere». «Anche noi, per la nostra salute, desideriamo essere sollevati dal disagio della polvere», spiega Coralli.
Al Tirreno l’assessore Monaci spiega però che di asfaltare la strada non se ne parla. «Rendere quella strada decente è una cosa che mi sento in dovere di fare – spiega Monaci – lo vedo anch’io. Ma un conto è sistemarla con la breccia, un conto è metterci l'asfalto che è cosa prematura. E rispetto alla funzione che svolge e ai pochi fodni che abbiamo a disposizione, abbiamo altre priorità, tipo Marina di Grosseto e via Lazzaretti».
Quanto alle spallette, «il Beveraggio non è l’unico fosso a non averle», spiega Monaci, che si dice comunque disponibile a ricevere un’eventuale delegazione dei firmatari. «Resta il fatto che c’è anche un’altra strada d’accesso, che dà sulla Castiglionese e che possono usare se non vogliono passare dalla strada lungo il fosso».
«La strada di colegamento con la Castiglione se – controbatte Coralli – è una strada privata sulla quale, sì, i proprietari degli orti possono percorrere, ma “purtroppo” mi passa nel cortile, davanti alla porta, e si ricongiunge con la zona degli orti attraverso un ponte pericolante, senza spallette che il Comune non ha mai voluto mettere in sicurezza. Il problema è che qui il Comune ha permesso, in passato, che da un campo fossero ricavati centinaia di orti, ricavandoci un sacco di soldi e ora dice che non ha soldi per sistemare la strada. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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