Il Tirreno

Grosseto

Primarie, la sfida è in cinque Comuni

di Gabriele Baldanzi
Primarie, la sfida è in cinque Comuni

Battaglia feroce fra i candidati a Follonica e Massa Marittima, scontro anche a Magliano, Montieri e Capalbio

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GROSSETO. Sono 17 i Comuni che andranno al voto in provincia di Grosseto il prossimo 25 maggio, ma solo in 5 sono previste le primarie per la scelta del candidato a sindaco. Il centrosinistra si apre ai cittadini a Follonica, Roccastrada, Massa Marittima, Magliano in Toscana e Montieri. Un ulteriore esercizio di democrazia. Faticoso per il Pd e per gli alleati, ma utile per sondare gli umori della gente, tutt'altro che scontati in questo periodo.

I candidati. A Follonica sono cinque: Gesuè Ariganello (Pd), Andrea Benini (Pd), Gianluca Casini (Sel), Francesco De Luca (Pd) e Cinzia Tacconi (Pd). Duello a Massa Marittima: Marcello Giuntini (Pd) contro Sandro Poli (Pd). Due i candidati in pista anche a Magliano in Toscana: Eva Bonini (Sel) contenderà l'investitura a Fausto Bandinelli (Pd). Idem a Montieri dove si sfidano Claudio Grassini (Pd) e Nicola Verruzzi (Pd). Infine Roccastrada, con tre pretendenti alla successione di Innocenti: Francesco Limatola (Pd), Antonello Chelini (Sel) e Fabio Fabbri (Psi). Ma andiamo per ordine.

Follonica. Parte favorito il vicesindaco Andrea Benini (appoggiato dai grandi elettori che 5 anni fa, un po' a sorpresa, permisero alla Baldi di trionfare in primarie e poi di vincere le amministrative). Ben visto da chi al palazzo ci lavora, gradito a buona parte dell'imprenditoria del golfo, Benini - sostengono gli osservatori della politica follonichese - andrà a trovarsi i voti anche fuori dal Pd. L'avversario più ostico, sulla carta, sembra l'assessore provinciale Cinzia Tacconi, con cui negli ultimi giorni non sono mancate le occasioni di scontro. Difficile che a beneficiarne sia una terza persona. Di sicuro, però, a Follonica le primarie faranno registrare un grande successo di partecipazione.

Roccastrada. Il Pd è teoricamente compatto su Francesco Limatola, che se la vedrà però con due persone autorevoli e conosciute: il sindacalista Chelini (Sel) e il dirigente della Provincia Fabbri (socialista). Sono primarie vere, con il primo che resta favorito. L'esito del voto di domenica stabilirà i rapporti di forza nella composizione della lista.

Massa Marittima. Anche qui qualche colpo sotto la cintura c'è stato. Bersaglio Marcello Giuntini, a cui vanno però le simpatie dell'onorevole Sani, del presidente della Provincia Marras e del sindaco uscente Bai. L'alternativa è Sandro Poli, espressione dei renziani “puri”, molto conosciuto in città per i ruoli nel Balestro. Il gap tra i due, alla fine, sarà minimo. Per la cronaca hanno fatto un passo indietro - dopo l'iniziale volontà di partecipare alle primarie - due candidati che avrebbero reso la contesa più interessante: Sergio Martini e Fedeli.

Magliano. La pasionaria della Sinistra, Eva Bonini, vicesindaco nel corso dell'ultimo mandato se la gioca alla pari con il candidato espressione del Pd, Fausto Bandinelli. La partita è alla pari. Fausto Bandinelli si è giocato anche la carta del vicesindaco. In caso di vittoria delle primarie prima e della tornata elettorale poi al suo fianco ci sarà Maria Elena Scarsellini (area socialista)in rappresentanza del capoluogo. «Gli altri assessori - afferma Bandinelli - saranno individuati garantendo la rappresentanza di tutto il territorio comunale».

Montieri. Grassini contro Verruzzi. Vicesindaco vs capogruppo. L'esperienza contrapposta alla gioventù. Nel feudo di Montieri, storica roccaforte della Sinistra, i due candidati in pista sono entrambi in quota Pd. Grassini è stato per anni nella squadra di governo di Giuntini e parte con i favori del pronostico. Il segretario del Pd di Montieri ha ben lavorato e prova la rimonta.

Capalbio. Qui le primarie avrebbero dovuto tenersi tra l'ex primo cittadino Luigi Bellumori e Laura Maria Berti, annunciata antagonista, addirittura con candidatura già validata. La Berti, però, si è ritirata in polemica con il partito democratico, sia comunale che provinciale, reo di aver messo in discussione la sua credibilità.

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