Il Tirreno

Grosseto

Lo scontro Tacconi-Benini finisce in mano al garante del Pd

di Alfredo Faetti

Il vicesindaco si rivolge alla commissione dopo le parole di fuoco sul suo conto dette dall’assessore Che incalza: «Sono serena». Intanto l’imprenditore Passini si schiera con Andrea: «C’è forte intesa»

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FOLLONICA. Le parole al veleno tra Cinzia Tacconi e Andrea Benini finiscono in mano al garante Pd. L’impennata nello scontro tra i due candidati democratici che ha contraddistinto questi ultimi giorni di primarie a Follonica ha raggiunto il suo apice mercoledì, quando il vicesindaco ha deciso di rivolgersi alla commissione di garanzia del partito dopo le parole dell’assessore provinciale sulla ormai famosa delibera 147 del 2013 (“Presa d’atto legale incaricato difesa penale per vicesindaco”). «Sono serena e convinta di aver detto la verità e quello che penso» dice Tacconi.

Sono almeno due le letture che si possono dare su questa feroce polemica: il fatto in sé e l’imminente voto di dopodomani. Nel primo caso, c’è il procedimento giudiziario che a breve inizierà nei confronti di Benini riguardo alla vicenda di un consigliere moroso. Un punto su cui hanno battuto prima le opposizioni, chiedendo chi pagherà le sue spese legali, e poi ripreso dall’assessore provinciale, sostenendo che «la prima preoccupazione della giunta Baldi-Benini è quella di avere problemi con la giustizia».

Benini stesso, dal canto suo, ha risposto che le spese non saranno a carico del Comune e che in ogni caso lui alla votazione incriminata non era presente, come risulterebbe dai registri del segretario comunale. Questo il fatto in sé e le considerazioni che ne sono scaturite.

Poi c’è la campagna elettorale nel centrosinistra, condotta con un quasi incredibile fair play fino a qualche giorno fa, frantumato dallo scontro tra i due candidati (da molti considerati i favoriti nella contesa) che oggi si ritrovano con i riflettori puntati addosso. I toni del resto sono abbastanza alti. Tanto da convincere Benini a rivolgersi al garante per valutare le affermazioni dell’avversaria.

Notizia che la Tacconi ha appreso, come racconta lei stessa, dal segretario comunale Pd Mirjam Giorgieri. E di tutta risposta, ha scritto una lettera aperta al vicesindaco.

«Caro Andrea, quello che si legge dalla delibera scaricata dal sito web del Comune è la tua presenza alla seduta della giunta. Comportamento non eticamente opportuno. Mi si può rimproverare tutto tranne la franchezza nell’esprimere il mio pensiero». L’intervento della commissione garanzia delle primarie insomma non sembra scalfire affatto la sicurezza dell’assessore provinciale. «Sono serena e convinta di aver detto la verità e quello che penso» conclude Tacconi.

Ma i toni dello scontro preoccupano la coalizione, che in una nota richiama tutti all’ordine: «Le primarie devono essere interpretate da tutti i candidati in modo che la competizione non si sposti sul piano personale ma che rimanga sempre al livello politicamente». E se da una parte Benini litiga con la Tacconi, dall’altra raccoglie il sostegno di una parte del mondo civico, come spiega l’imprenditore Silvio Passini a margine di uno dei diversi incontri.

«Abbiamo trovato una forte intesa per l’aspetto legato alla promozione turistica, che deve passare per un nuovo senso civico, per la cura di quello che già c’è, per la prefigurazione attenta di quello che ci sarà: fare turismo significa fare rete tra tutte le realtà commerciali e culturali coordinate dall’ente pubblico. È necessario vivere una nuova epoca, fatta sì di opere pubbliche, ma anche di decoro e di manutenzione ordinaria e soprattutto coinvolgendo le risorse private».

Passini, come portavoce di questo mondo civico, non ha dubbi: «Sono convinto che Benini abbia le potenzialità per lavorare bene e portare a termine i risultati che si è prefissato nel programma», spiega.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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