Sicurezza
Enel-Sos Geotermia, confronto a distanza
Mortalità in crescita o in diminuzione? Emissioni naturali o artificiali? Le ragioni di azienda e ambientalisti
MONTE AMIATA. La giornata nazionale contro la geotermia che mercoledì ha portato la causa ambientalista di Sos Geotermia alla Camera dei deputati non è passata inosservata. Enel Green Power, azienda che in Toscana ha 32 impianti geotermici di cui 4 in Amiata, bersaglio degli ambientalisti che ritengono che l’ex vulcano abbia nel sottosuolo sostanze velenose incompatibili con uno sfruttamento geotermico innocuo, ieri ha ribadito la bontà dello sfruttamento geotermico. Per un quadro completo Il Tirreno ha messo a confronto le affermazioni di Enel e quelle di Sos Geotermia. A loro la parola.
Mortalità. Enel: «L’Agenzia regionale sanità e il Cnr hanno dichiarato che non esiste alcuna correlazione tra la curva della mortalità e la geotermia. Il tasso di mortalità nelle aree geotermiche toscane non soltanto non è aumentato, ma è addirittura in diminuzione seguendo il favorevole andamento dell’intera regione». Sos Geotermia: «Il tasso di mortalità è storicamente decrescente dal 1980 ad oggi in Amiata, come in Toscana, in Italia e in Europa per effetto delle migliori capacità di cura delle malattie, ma come aggiunge lo studio Ars a pagina 82, omesso da Enel, “in tutti i periodi la zona sud (Amiata, ndr) mostra valori più alti”. Anche in Amiata il tasso di mortalità scende, ma decresce con andamenti più alti rispetto al resto della Toscana e dei paesi limitrofi non geotermici. Purtroppo si registra in Amiata una mortalità negli uomini del +13,1% rispetto ai primi e un +13,7% rispetto ai secondi come chiaramente scritto dall’Ars. A pagina 89 si trovano per tutti i tumori i valori per gli uomini, che sono del +19% nell’Amiata, con eccessi del 30% per Abbadia S. Salvatore, Arcidosso, Piancastagnaio».
Emissioni: Enel: «L’attività industriale non fa altro che utilizzare le emissioni naturali della zona: è quindi sostitutiva di manifestazioni che in modi diversi si verificherebbero comunque. Anzi, la geotermia non apporta nessuna alterazione se non in senso migliorativo, come ad esempio con gli impianti Amis (abbattimento mercurio e idrogeno solforato), sistema innovativo brevettato e sviluppato da Enel Gp, oggi adottato in oltre l’80% delle centrali. Riducendo sensibilmente la presenza di acido solfidrico, l’applicazione degli impianti Amis elimina anche l’odore tipico delle aree geotermiche e delle zone termali». Sos Geotermia: «Non è vero che si utilizzano emissioni naturali. Scrive Riccardo Basosi, rappresentante italiano nel Comitato Horizon 2020, programma quadro della ricerca europea, direttore del dipartimento di Chimica dell’università di Siena: “Si può ragionevolmente sostenere che le fratture generate dai pozzi geotermici, raggiungendo i 3500 metri di profondità con diametri di 30" (75 cm) in superficie e 8,5" (21 cm) in profondità incrementano il flusso di fluidi e di Co2 verso la superficie in maniera del tutto innaturale”. Perciò Basosi conclude che “la produzione di elettricità dalle centrali geotermiche dell’area del monte Amiata non può essere considerata carbon free».
Tecnologie: Enel: «Enel Green Power rappresenta per la geotermia il riferimento a livello mondiale in quanto a tecnologie, capacità ingegneristiche, di ricerca e fisica del serbatoio. La nuova centrale Bagnore 4 sarà l’impianto geotermico più avanzato al mondo; inoltre si sta procedendo con ulteriori efficientamenti tecnologici con un progetto di riassetto complessivo dell’area di Piancastagnaio dove sono adottate le migliori tecnologie a oggi disponibili». Sos Geotermia: «Se le tecnologie Enel in Amiata sono le migliori del mondo, visti i risultati noi vogliamo eliminarle, perché la vita non ha prezzo e la Costituzione italiana è sempre in vigore».
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