Il dolore
«Pesucci non era laureato Impossibile farlo dirigente»
Abuso d’ufficio per la nomina, parla l’ex segretario comunale di Campagnatico «C’erano posizioni più elevate nell’amministrazione». Battibecco accusa-difesa
CAMPAGNATICO. «C'erano motivi tecnici per i quali a Elismo Pesucci non poteva essere attribuito un incarico di direzione: primo perché non aveva la laurea, e poi perché c'erano posizioni più elevate della sua all'interno dell'amministrazione».
Domenico Fimmanò, ex segretario "a scavalco" tra Castiglione della Pescaia (dove è rimasto fino al 2011) e Campagnatico (fino ai primi del 2008), lo ha detto chiaramente in aula nella nuova udienza - piuttosto movimentata - del processo che vede imputati lo stesso Pesucci, il suo successore sindaco Tistarelli e l'allora responsabile dell'area amministrativa Barone per la nomina del primo a super-dirigente, con le ipotesi di abuso di ufficio. Quel provvedimento firmato da Fabrizio Tistarelli fu «la ciliegina sulla torta», lo ha definito, che determinò la sua interruzione per un rapporto di lavoro «diventato pesante», perché «quelle poche volte che andavo a Campagnatico emergevano stati di imbarazzo, difficoltà, presenze ingombranti». Che poi era la presenza di Pesucci, che aveva un ufficio accanto a quello del sindaco e che - trasferito in mobilità da Grosseto a Castiglione della Pescaia e quindi a Campagnatico come agente della polizia municipale - nella palazzina dei vigili urbani (separata dal municipio) non ci aveva mai messo piede, come ha spiegato l'allora comandante della polizia municipale Luciano Duchini anche lui ascoltato ieri come testimone.
«Mi trovai a cose fatte al rientro dalle ferie, sarà stato il 4-5 gennaio 2008. Tistarelli mi disse che Pesucci gli aveva spiegato che si poteva fare», ha aggiunto l'ex segretario. Ma su questa e su altre affermazioni di Fimmanò si sono scatenate le difese di Pesucci e Tistarelli (entrambi presenti in aula). Prima gli avvocati Leporatti e Nicosia hanno obiettato sull'utilizzo del verbale di sommarie informazioni rese da Fimmanò al pm Pizza perché relativo ad altro procedimento (ne è scaturito poi un altro fascicolo); poi si sono opposti alle domande a loro giudizio contenenti impressioni e non fatti; quindi la difesa ha chiesto se era sicurissimo delle parole di Tistarelli attribuite a Pesucci; poi è nato un battibecco tra Pizza e Leporatti a proposito di presunti colloqui prima della deposizione al pm che il presidente Puliatti ha sanzionato con un richiamo forte; il giudice ha anche ripreso la difesa quando questa ha voluto approfondire curriculum e compiti del segretario comunale («non ci interessa sindacare se è stato bravo o no») per valutare l'attendibilità del teste. Il quale alcune volte ha detto di non ricordare e in altre si è affidato ai contenuti delle sue deposizioni del 2010 ritenendole più affidabili della sua memoria attuale.
Sentiti la guardia di finanza che compì le indagini e un componente della polizia municipale, il dibattimento è stato aggiornato al 19 prossimo: saranno sentiti altri quattro testimoni.
Pierluigi Sposato
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