Proteste
Padre orco e violento, chiuse le indagini
È accusato di aver messo le mani addosso alla figlia di 6 anni e di aver cercato di violentare la cugina
GROSSETO. Le accuse sono precise e pesanti. Atti sessuali sulla figlia di 6 anni. Tentativo di violenza sulla cugina. Maltrattamenti della convivente e dei tre figli. Un orco, in poche parole.
Le accuse le ha formulate il sostituto procuratore Maria Navarro, che ha chiuso da qualche giorno le indagini su quanto avvenuto il 26 gennaio dell’anno scorso in un palazzo della zona di Barbanella. L’indagato un 43enne di origine romena, che adesso attende che la Procura invii la richiesta di rinvio a giudizio.
Quel giorno - erano quasi le 15,45 - i carabinieri erano intervenuti perché la convivente aveva telefonato chiedendo aiuto e spiegando sommariamente quanto avvenuto nel letto della casa che divideva con l’uomo. La pattuglia aveva trovato la donna in strada, i militari del Norm erano saliti in casa, avevano portato l’uomo in caserma per accertamenti e poi l’avevano arrestato (è poi tornato in libertà). Nelle ore successive, il quadro probatorio era stato completato non soltanto dalle dichiarazioni delle persone interessate ma anche dai riscontri clinici, anche quelli sulla bambina: che al pronto soccorso si toccava fra le gambe e diceva «è stato papà». L’uomo, oltre tutto, era stato trovato positivo all’alcoltest (2.25 e 2.34) e numerose bottiglie vuote erano state trovate nella sua abitazione. Si era messa in moto la task force prevista dal codice rosa ed erano stati effettuati tutti i passaggi previsti dal protocollo in casi come questi.
La prima accusa per l’uomo è quella di aver compiuto atti sessuali sulla bambina, stendendosi a letto con lei, denudandosi e denudandola, toccandosi e palpeggiandola nelle parti intime, al punto che alla piccola erano state riscontrate lesioni giudicate guaribili in tre giorni.
La seconda accusa è quella relativa a un tentativo di violenza che l’uomo avrebbe compiuto ai danni della cugina di 37 anni, che da una settimana viveva con loro: lei non voleva ma lui, secondo l’imputazione, l’avrebbe costretta a subire atti sessuali, si sarebbe spogliato, l’avrebbe spinta, l’avrebbe fatta cadere, le avrebbe abbassato i pantaloni, l’avrebbe presa per i capelli e le avrebbe abbassato la testa fino all’altezza dei genitali, per poi scaraventarla su una sedia (la donna era stata colpita al polso destro e al petto). Questo episodio sarebbe avvenuto la mattina dello stesso giorno della presunta violenza nei confronti della figlia.
Infine, l’accusa di maltrattamenti nei confronti della convivente (che ha 28 anni) e dei tre figli. Li avrebbe percossi di frequente, secondo l’imputazione, specialmente dopo aver abusato di alcol. Uno stato di cose che sarebbe andato avanti a lungo, fino all’episodio del 26 gennaio 2013 che aveva messo fine all’odissea della famiglia.
(p.s.)
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