Proteste
Il museo cerca cittadini-scienziati per studiare la duna
Primo appuntamento del progetto “Citizen science” con un approfondimento sugli invertebrati in spiaggia
GROSSETO. Il Museo di storia naturale cerca aspiranti cittadini-scienziati. Sono aperte infatti da ieri le iscrizioni al primo incontro di citizen science “Identificare gli invertebrati del sistema spiaggia – duna” a cura di due ricercatori dell’Istituto per lo studio degli ecosistemi del Cnr di Firenze, Lorenzo Chelazzi e Isabella Colombini, in programma sabato 15 marzo alle 16,30. Oltre alla passione per la conoscenza della natura, che prescinde dagli studi fatti o dal proprio profilo professionale, è indispensabile non avere particolari fobie perché il primo incontro sarà dedicato al riconoscimento...di ragni e di insetti. Essendo infatti l’incontro dedicato alla conoscenza dell’habitat dunale sono queste le specie di invertebrati che prevalentemente si possono incontrare. «Nel corso dell'incontro del 15 marzo – spiega il direttore del museo Andrea Sforzi - verranno date dettagliate descrizioni dell'habitat dunale e verrà spiegata la chiave dicotomica semplificata messa a punto per questo progetto. I non addetti ai lavori non si facciano spaventare: si tratta di uno schema che serve a identificare qualunque pianta o animale attraverso l’osservazione delle sue caratteristiche. La sua semplificazione è ciò che permette di fare da tramite tra il cittadino comune e lo scienziato come è nello spirito della citizen science senza mai rinunciare comunque alla correttezza e al rigore della conoscenza scientifica». Al termine dell’incontro ci sarà anche un momento di verifica finale e la consegna dei pieghevoli che i partecipanti potranno utilizzare anche da soli nelle loro escursioni. Un’iniziativa del genere non è nuova solo per la nostra città ma rappresenta un caso unico a livello nazionale. «La citizen science in Italia è approdata in ritardo – spiega Sforzi – c’è qualche altra iniziativa oltre la nostra ma solo qui a Grosseto stiamo facendo qualcosa di strutturato che comprende più azioni: il Bioblitz (il bis all’Oasi di San Felice è in programma il 24 e 25 maggio), il sito www.naturaesocialmapping.it, le conferenze di formazione e altre in corso di sviluppo». Tra queste Sforzi tiene particolarmente al progetto di creare un app per smartphone che faciliterà enormemente il lavoro dei cittadini-scienziati: «Contiamo di avere pronta la versione base per il Bioblitz di maggio ma l’utilità dello strumento è facilmente comprensibile soprattutto per quanto riguarda l’ esatta localizzazione degli avvistamenti, possibile con uno smartphone grazie al Gps». Uno strumento dunque destinato a rendere l’attività di mappatura della natura che ci circonda ancora più semplice, intuitiva e divertente. Quanto al Bioblitz 2013 (uno dei primi in Italia e il primo assoluto in Toscana), per chi ha partecipato (ma anche per chi non c’era e magari sta pensando di avvicinarsi alla citizen science e partecipare ai corsi) è ora disponibile, sempre su www.naturaesocialmapping.it, un ricco report con tutti i risultati ottenuti l’anno scorso. Tra l’altro presto l’esperienza grossetana sarà raccontata anche su Rai Tre nella trasmissione “Geo&Geo” grazie al documentario di Federico Santini. La filosofia del progetto è chiara: conoscere di più l’ambiente in cui viviamo e condividere questa conoscenza con la gente comune aiuta a rispettarlo di più e quindi anche a tutelarlo meglio. Come sottolinea il presidente di Fondazione Grosseto Cultura Loriano Valentini «la citizen science è un modo coinvolgente ed efficace per aumentare la consapevolezza della rilevanza del nostro ambiente naturale e della importanza della sua conservazione. La Fondazione attraverso il museo e con il sostegno del Comune e della Regione ha intrapreso con convinzione questa strada, ponendosi come uno dei pochi interlocutori a livello nazionale nel settore e avviando una proficua collaborazione con numerosi partner a livello europeo». Il progetto Naturae Social Mapping si ispira infatti al progetto inglese Opal (il pioniere nel campo) e fa parte dell’Associazione Europea di Citizen Science (Ecsa).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
