Trasporti
Rubano le chiavi e forzano il comune
Castel del Piano, ignoti spaccano l’auto di un dipendente e portano via mazzo e documenti. Altro colpo in campagna
CASTEL DEL PIANO. Chissà se i ladri nelle cui mani si sono volatilizzati documenti e altri oggetti trafugati da un’automobile di Castel del Piano, volevano proprio prendersi le chiavi del portone del palazzo comunale? Fatto sta che le hanno rubate con carta di credito, bancomat, documenti di identità, tessere e altro, a un impiegato del Comune di Castel del Piano che le aveva lasciate nel borsetto dentro la sua auto chiusa e ben custodita nel cortile di casa.
«Ormai – commenta il malcapitato impiegato – siamo praticamente sorvegliati a vista da chi ci ha preso di mira. Perché, ne sono convinto, i ladri dovevano conoscere molte cose di me. Dove abito, dove lascio la mia automobile e quali abitudini ho. La lascio sotto casa, in un cortile protetto anche da un muro alto, dove la macchina non è poi così visibile. E di certo non dalla strada».
Il fatto è successo nella notte di venerdì. «Ho lasciato come sempre il borsetto con documenti e chiavi del Comune nell’auto chiusa, convinto che sarebbero stati al sicuro – spiega –. I lampioni del cortile ad un certo momento della notte si spengono. Il ladro deve essere entrato in azione in quel momento e ha portato via tutto. Ha rotto il finestrino e arraffato il contenuto del borsetto. Me ne sono accorto sabato mattina: il vetro era in frantumi ed erano sparite carte, documenti e chiavi. Ho bloccato i miei conti, e mi sono precipitato a informare il sindaco del furto delle chiavi, chiedendo che fossero cambiate subito le serrature del municipio». Il blocchetto del portone principale è stato immediatamente sostituito. Ma non è bastato. «Qualcuno ha cercato di forzarlo per entrare e si è dovuto toglierlo e metterne un altro».
Intanto non si capisce bene se i ladri erano interessati ad entrare nelle stanze comunali: «Ormai tutti dovrebbero sapere, anche i ladri, che non è più possibile avvicinarsi alle carte d’identità, che erano fra i documenti più appetibili da un certo tipo di ladri», commentano in comune. «C’è un sistema di allarme particolarissimo. E allora, rubare cosa? Soldi non ve ne sono. Timbri, forse? Anche quelli custoditi e imprendibili. Senza contare che c’è una telecamera». Non è la prima volta che l’uomo viene derubato (subì, anni or sono, un furto in casa, da dove trafugarono oggetti anche preziosi) e anche stavolta ha sporto regolare denuncia ai carabinieri.
Ma questo furto non è il solo accaduto in zona. Sabato un annesso agricolo è stato aperto e svuotato. Anche in questo caso i ladri dovevano sapere ciò che conteneva: una motosega nuova di zecca. Il piccolo annesso di legno è sotto il castello di Potentino e vi si arriva percorrendo un lungo tratto di strada bianca noto a pochi. Il casottino è l’ultima struttura della strada ed era chiuso col lucchetto. I ladri lo hanno tagliato, sono entrati e hanno portato via la motosega: «Nemmeno ho fatto la denuncia – dice il proprietario, tanto chi la ritrova più? E anche nel caso fosse ritrovata, come farei a dimostrare che era mia? L’ho ricomprata, ma me la porto a casa la sera. E lo dico pubblicamente: fate a meno di entrare nel casottino, tanto non ci lascio più niente».
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