Il dolore
Porcellacchia: «Un equivoco colossale»
Violazione dei sigilli, l’ingegnere indagato risponde al gip: «Spero di tornare presto al Giglio»
GROSSETO. Ha parlato. E lo ha fatto a lungo. Non si è avvalso della facoltà di non rispondere l’ingegner Franco Porcellacchia, indagato dalla Procura di Grosseto per la presunta violazione dei sigilli della Concordia, di cui era custode e sulla quale sarebbe salito abusivamente insieme al comandante Camillo Casella consulente di Costa e al tecnico della compagnia Alessandro Vettori.
«Abbiamo chiarito che si è trattato di un equivoco», dice al termine dell’interrogatorio davanti al gip (l’udienza è duranta un’ora e 45) l’avvocato Ermenegildo Costabile di Milano che lo assiste insieme a Nicole Granelli. «Abbiamo portato della documentazione - aggiunge il legale - E diversi elementi di discontro. E sia chiaro che l’ingegnere non ha alterato lo stato dei luoghi».
Sereno, tranquillo, disponibile a parlare, Porcellacchia parla anche fuori dall’aula e tiene a precisare un aspetto: «È un equivoco colossale, abbiamo dato le opportune spiegazioni, nei minimi dettagli. Ho rappresentato al giudice le cose nel modo che credo giusto». E cioè che lo scopo del sopralluogo del 22 gennaio - il giorno prima dell’accesso dei periti sulla nave - era solo e soltanto quello di predisporre un percorso in sicurezza per quelle quaranta persone che all’indomani avrebbero dovuto camminare sui ponti della Concordia. E così in aula sono stati portati tutti quei documenti che non avrebbero affatto vietato, secondo la difesa, un comportamento del genere. Una leggerezza?
C’è stata una modifica nei luoghi? «Nessuna, niente di rilevante, abbiamo chiarito ampiamente», risponde Porcellacchia. Il quale aggiunge: «Non vedo l’ora di ricominciare a lavorare per il progetto di rimozione dal Giglio. Dobbiamo far rigalleggiare la nave: l’obiettivo è la fine di giugno, tutti siamo determinati a realizzare questa impresa». Perché Porcellacchia era stato già il regista del raddrizzamento del settembre scorso: cioè della prima parte dell’operazione Concordia, che fra pochi mesi dovrà essere portata via dall’isola.
«Spero di ritornare presto al Giglio», chiude l’ingegnere, riferendosi al fatto che il provvedimento del giudice gli impedisce di recarsi sull’isola per svolgere i propri compiti. «Magari a fare il bagno», aggiunge con una battuta l’avvocato Costabile.
In aula era presente il sostituto procuratore Stefano Pizza, che ha posto alcune domande. Il pm deve far conoscere il parere della Procura sulla cessazione delle misure cautelari (il divieto di dimora al Giglio) invocata dai difensori di Porcellacchia e di Casella. Si era riservato già lunedì e probabilmente occorrerà la lettura delle trascrizioni delle due udienze. Nel giro di pochi giorni, tuttavia, la Procura farà conoscere il suo parere e quindi il gip potrà prendere un decisione.
Pierluigi Sposato
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