Trasporti
«Il Grifone d’Oro a Mario Maiani»
Lettera ufficiale alla Pro Loco Grosseto per candidare il compianto benefattore
GROSSETO. Gli amici di Mario Maiani (Mario Amerini, le famiglie Grazioli e Bindi, Aldo Morrone, Gabriele Baldanzi, Mario e Michela Beltrami, solo per fare qualche nome) hanno preparato nei giorni scorsi una lettera che ieri è stata divulgata e inviata ai consiglieri della pro loco di Grosseto.
Si chiede di prendere in considerazione la figura di Maiani per la massima onorificenza cittadina, assegnata ogni anno per San Lorenzo a privati o enti che si sono particolarmente distinti e che hanno contribuito ad esaltare i valori culturali, economici, sociali e turistici della città di Grosseto e della Maremma.
Un appuntamento che dal 1957 dà lustro alla città di Grosseto, attraverso la celebrazione di quelle grandi personalità della cultura, dell'economia e dello sport che hanno lasciato e continuano a lasciare un segno importante nella storia della nostra terra.
Il requisito fondamentale per la candidatura al premio è quello di aver rappresentato al meglio _ nella propria vita, carriera o attività creativa _ il territorio grossetano, valorizzandone le potenzialità e favorendone lo sviluppo.
Ebbene, per il Grifone 2014, da Caldana, Roccastrada, Grosseto, Roma, in tanti da ieri sostengono la figura di Maiani, scomparso il 22 settembre 2012, che con la sua generosità e schiettezza, non solo si è distinto _ primo tra i primi _ nell’esaltare la toscanità e la maremmanità, ma in ben tre continenti, mediante le sue opere sociali e attraverso il suo nome, ha lasciato segni tangibili di solidarietà e gratitudine che devono onorare la Maremma.
Dopo il premio Paul Harris 2010 del Rotary Club, la Chimera d'Oro 2013 della Provincia di Grosseto, attestati e benemerenze delle massime autorità boliviane, etiopi, peruviane, nigeriane, congolesi e camerunensi, Maiani potrebbe ottenere ad agosto l’ennesimo riconoscimento. Questa volta dalla città di Grosseto.
«Nella sua grande modestia e frugalità di vita _ si legge nella parte finale della lettera scritta dagli amici _ Mario Maiani rifuggiva certi riconoscimenti, ma chi lo ha conosciuto e apprezzato, guardandosi intorno, non può non accorgersi oggi come questa figura, imponente e schiva, sia diventata, in mezzo mondo, un simbolo da esaltare e la sua, una condotta di vita da emulare. Riconosciamo quindi, come comunità, il valore di un uomo che, in solitudine, a 87 anni, se n’è andato sussurrando fra le labbra una frase così semplice quanto rivoluzionaria, che è anche la sintesi della sua vita: «...la mia famiglia sono i poveri del mondo».
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