Sicurezza
«Fermate il restauro della chiesa di San Nicola»
CAPALBIO. «Fermate il restauro della chiesa di S. Nicola». L'appello-intimazione è stato inviato al Comune di Capalbio e alla Soprintendenza per i Beni architettonici e per il Paesaggio di Siena e...
CAPALBIO. «Fermate il restauro della chiesa di S. Nicola». L'appello-intimazione è stato inviato al Comune di Capalbio e alla Soprintendenza per i Beni architettonici e per il Paesaggio di Siena e Grosseto da Alberto Asor Rosa e Valentino Podestà della Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio, da Vittorio Emiliani del Comitato per la Bellezza e da Vezio De Lucia, presidente dell'associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli i quali si fanno promotori «delle numerose espressioni di contrarietà alle opere realizzate in quanto non solamente avulse dal contesto storico della chiesa, ma del tutto incongrue rispetto alle esigenze di conservazione». Secondo i contestatori, la valutazione di incongruità delle opere realizzate è rafforzata dalla totale falsità delle canne d'organo che hanno la mera funzione di schermatura di un impianto acustico che avrebbe potuto essere collocato in altra più accettabile posizione senza inutili e devastanti sovrastrutture. Al contrario, fanno notare, «le piccole, aggraziate, intatte dimensioni della chiesa e la sua stessa sonorità sarebbero state grandemente valorizzate da un piccolo organo meccanico, meglio se antico, e in ogni caso senza grandi casse di amplificazione.
Sarebbe bastato - osservano - rivolgersi a veri esperti di organi musicali invece di adottare una soluzione così volgare». Ma c'è di più. Il loro sospetto, e ne chiedono conferma alla Soprintendenza e al Comune di Capalbio, è che nessuna richiesta di autorizzazione e nulla osta siano stati presentati. I firmatari della missiva chiedono inoltre «quale valutazione la Soprintendenza e il Comune esprimono nel merito delle opere realizzate, se siano esse state eseguite con o senza autorizzazioni e di considerare l'opportunità di imporne la rimozione, dichiarandosi disponibili ad un sopralluogo congiunto. Ma perché tanta attenzione intorno alla chiesa di San Nicola? Innanzitutto per il fatto che, spiegano, "l'edificio di culto è stato realizzato fra il 1120 e il 1140 e restaurata fra il 1464 e il 1466, con ulteriori apporti fra il XV e il XVI secolo. I successivi interventi di restauro, fino agli ultimi del 1966 e del 1991, non hanno modificato la struttura originaria e lo spazio interno, sostanzialmente romanici».
Insomma, mai nessuno stravolgimento per questo che è «il bene storico e architettonico di maggior pregio nel territorio capalbiese, soggetto al vincolo e alla normativa di cui alla L.1089/39 art.4 e D.lgs 42/2004 art. 13».
Modifiche che si stanno invece facendo con questo intervento che consiste in due pilastrini (lesene) in muratura, una trave in legno e nell'installazione per tutta la larghezza dell'accesso all'abside di "canne d'organo" fittizie. E lo stop, ne sono certi, a questo punto si rende necessario per una corretta conservazione della parte interna della chiesa.
Paola Tana
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