Il dolore
Scavi di Roselle, by night “beffa” La luce c’è, mancano le guardie
Il Mibac spende 300mila euro per illuminare il sito ma non ha soldi per pagare il notturno ai custodi L’estate cancelli chiusi prima del tramonto. La Soprintendenza: «Rimedieremo con eventi speciali»
ROSELLE. C’è un nuovo suggestivo impianto di illuminazione degli scavi di Roselle, inaugurato lo scorso settembre e pronto per accogliere i visitatori nelle tiepide sere d’estate. Ma nonostante anni d’attesa e preparazione, nonostante la spesa di 300mila euro (concessi dal ministero dei Beni e attività culturali) e nonostante l’apertura serale in estate sia un’occasione unica e suggestiva di vistare gli scavi, sfuggendo al torrido caldo delle ore diurne, dalle 19.30 in poi gli scavi chiuderanno regolarmente. Cancelli serrati e bottega chiusa nonostante il sole tramonti ben più tardi, vanificando l’utilità delle luci. Perché? Perché non ci sono soldi per pagare il turno serale ai custodi.
La vicenda surreale colpisce una delle capitali della dodecapoli etrusca, Roselle, gioiello archeologico alle spalle di Grosseto, che conserva importanti resti di ville, strade, mura, templi e l’anfiteatro e le terme romane, segno del passaggio dei conquistatori.
Da settembre queste meraviglie brillano, dal crepuscolo all’alba, alla luce dei faretti installati lungo la strada d’accesso e nel foro. Un progetto azzeccato, come hanno testimoniato le centinaia di persone che a fine settembre hanno partecipato all’inaugurazione e i 300 visitatori che, due domeniche fa, sono tornati a visitare il sito al tramonto nell’apertura straordinaria organizzata in occasione della Giornata mondiale della guida turistica. Straordinaria, in questo caso, perché in questo periodo di sera fa freddo e le visite si fanno durante il giorno.
“Straordinaria”, però, rimarrà anche l’apertura d’estate, nonostante i buoni propositi della stessa Soprintendenza che alla vigilia dell’inaugurazione espresse la volontà di tenere aperto d’estate.
«Purtroppo – spiega Gabriella Poggesi, responsabile della Soprintendenza ai beni archeologici per l’area di Roselle – fondi per pagare le ore serali delle guardie al momento non ci sono. Il periodo, non è un mistero, è difficile e il ministero non dà ulteriori risorse».
Il sito al momento è aperto 365 giorni all’anno dalle 8.30 del mattino fino alle 17.30 d’inverno e fino alle 19 da maggio ad agosto. Le guardie – una decina in tutto – avrebbero dato la loro disponibilità a coprire le ore serali fino all’1 di notte, senza prendere lo stipendio, ma recuperando le ore in più tenendo chiuso qualche ora di giorno, magari nelle ore più calde, quando l’afa è insopportabile e i visitatori latitano.
«Il problema è che non si possono far lavorare i custodi con il recupero fisso perché si andrebbe a eludere il contratto di lavoro – spiega Poggesi – e chiudere di giorno non è il caso, perché anche d’estate alle 14 comunque c’è gente».
Insomma, il ministero spende 300mila euro per mettere delle luci che permettano di visitare un sito archeologico di sera ma non ha i soldi per tenerlo aperto.
La Soprintendenza fiorentina, che è il “braccio” del ministero sul territorio, non si dà per vinta e sta cercando soluzioni per non buttare alle ortiche l’investimento.
«Tre turni non li potremo fare, su questo non c’è dubbio – spiega Poggesi – però stiamo lavorando per creare degli eventi speciali in notturna per consentire ai visitatori di vedere il sito dopo il tramonto. Per questo abbiamo aperto il teatro anche ad altri interlocutori, rispetto a quelli che tradizionalmente vi hanno allestito spettacoli, e speriamo di poter creare un cartellone per la prossima estate».
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