Sicurezza
La banda delle moto colpisce in città
Sei “due ruote” di grossa cilindrata rubate nelle scorse settimane: i pezzi probabilmente rivenduti sul mercato dell’Est
GROSSETO. Il rombo delle moto si sente anche da lontano. E chi le cavalca, quelle due ruote con l’anima d’acciaio e pistoni, sa cosa significa quando il rumore diventa più flebile perché le gomme cominciano a mangiare la strada. Soprattutto se sulla sella, non siede il legittimo proprietario ma un ladro esperto che ha scelto proprio le moto degli altri per tirare a campare. È quello che è successo a diversi bikers grossetani nelle ultime settimane. Uomini che hanno visto l’amore della loro vita sparire in una notte, anche se avevano cercato di custodirlo nel miglior modo possibile: parcheggiandolo, ad esempio, nel viale d’ingresso di casa chiuso da un cancello. Oppure, legato con una grossa catena a un palo, nella speranza che nessuna tronchese potesse spezzarla.
Manuel Badini, ad esempio, aveva lasciato la sua Kawasaki Z1000 parcheggiata nella zona dell’ospedale. «Poi, quando sono andato per riprenderla - racconta - non c’era più. E la stessa sorte a Grosseto l’hanno avuta altri cinque o sei bikers che conosco. Non serve parcheggiarle nei box, nei garage e nemmeno installare l’antifurto. Ormai non ci sentiamo più sicuri». Badini parla della sua moto come se parlasse di un oggetto prezioso. È un bikers, anche lui, e fa parte di un gruppo di una sessantina di appassionati che il sabato e la domenica scorrazzano per le strade della Maremma. «Ci ritroviamo al distributore dopo il passaparola via messaggi o telefonate - spiega - poi partiamo. La nostra vita è questa da sempre nonostante che le moto costino care e anche la manutenzione non è certo economica». Ma al cuore non si comanda. E se l’oggetto dei desideri viene portato via da uno sconosciuto, il cuore resta spezzato.
Sembra la cronaca di un tradimento, di un amore che se ne va quella che raccontano i bikers di Grosseto, di Follonica, dell’Amiata.
Nelle ultime settimane, soltanto in città, di moto di grossa cilindrata ma anche da cross, di quelle da fuoristrada. «Ad un bikers di Follonica - prosegue Badini - la moto gliel’hanno portata via da dentro il cancello di casa. Ormai non si fermano di fronte a nulla. Ho sporto denuncia e per giorni ho sperato di poterla ritrovare. Ormai però credo che non sarà più possibile, credo che se la mia moto non è stata smontata in mille pezzi sarà comunque ormai oltreconfine».
Il sospetto del proprietario della Kawasaki scomparsa nella zona dell’ospedale, che ha un valore che si aggira sui 13mila euro, è lo stesso di tutti gli altri bikers che si sono visti sparire la moto.
Ipotesi, quella di una banda ben organizzata che ruba moto mettendole su un furgone per poi rivenderne i pezzi di ricambio nei paesi dell’Est, che è stata formulata anche dagli investigatori.
A Livorno, per esempio, negli ultimi due mesi i furti di moto rombanti sono stati due per notte. E la pista che porta ad Est è sembrata essere la più convincente per gli inquirenti che hanno raccolto denunce e dolore per quella passione strappata via durante una notte.
«Sonni tranquilli non riusciamo più a dormirne - aggiunge Badini - perché non c’è alcun sistema di controllo che ci metta al riparo dai ladri. E dover rinunciare alla passione più grande che abbiamo per un motivo come questo, fa ancora più rabbia».
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