La manifestazione
Incisioni e affreschi, mistero medievale
Ad Arcidosso parte dell’intonaco dell’antica porta di mezzo cade e svela segni indecifrati, forse traccia dei Templari
ARCIDOSSO. Ha già scatenato una marea di ipotesi e di curiosità la pietra scolpita che casualmente è venuta alla vista nella porta di mezzo di Arcidosso, dopo che sono caduti alcuni calcinacci a causa delle piogge di questi giorni. L’intonaco è caduto ed ecco, alla vista meravigliata degli arcidossini, due splendidi segni di cui ancora il significato è sconosciuto. E dopo che è caduto pure parzialmente l’intonaco della volticina, altra straordinaria scoperta: quella volta è affrescata, con cerchi, immagini (illeggibili) e parole in caratteri gotici.
Il primo a notare gli strani simboli è stato Alessandro Bramerini, da decenni ricercatore di notizie e misteri arcidossini, poi Nello Nanni, architetto e storico, e Claudia Cinquemani, studiosa di simbologia medievale. Sia Bramerini che Nanni concordano nel dire che la porta è stata costruita in due fasi, nel 1200 e nel 1300: «Dugentesca, di età aldobrandesca, la parte che contiene i simboli (alta circa due metri e mezzo) e trecentesca invece, di epoca senese, la sopraelevazione», spiega Nanni. «Quella aldobrandesca presenta incisi due simboli e quella senese è affrescata e con scritte ancora da interpretare», chiarisce Bramerini.
La cosiddetta porta di mezzo, oggi porta dell’orologio, era quella dove, in età medievale, transitava il maggior flusso di persone e si trova nella parte sottostante alla porta di castello, che conduceva alla rocca. In bella vista, dunque, i due simboli, «che dovevano – afferma Bramerini – suggerire subito qualcosa, un messaggio preciso, a chi vi transitava».
Si tratta di due simboli scalpellati «con lo scalpello a lama larga – precisa Nanni –. Rappresentano, il primo, una specie di A con la linetta centrale spezzata e una specie di occhiello e il secondo una stella a otto raggi, terminante a forma di P. A prima vista, senza scomodare altre interpretazioni, la stella parrebbe il monogramma di Cristo, con la X (chi in greco) e la P (ro in greco), che sono le prime due lettere del nome Cristòs. Quella che appare come una A sembrerebbe il simbolo di un compasso e di una squadra. Ma le cose non sono così semplici».
C’è pane per i denti dei sostenitori della presenza templare e per chi guarda più a versanti esoterici. Nello Nanni, molto scettico sia sui segni templari che sulla presenza di chissà quali scuole iniziatiche, afferma: «La A potrebbe essere il simbolo della corporazione degli scalpellini che hanno costruito le mura e la croce un simbolo universale di appartenenza per tutti». Mentre Claudia Cinquemani, a caldo, di fronte all’immagine dei simboli, ha scritto su Facebook: «Una firma di Corporazione di Scalpellini la A, è inequivocabile. La stella ha valenza mistico astronomica. C’è di più: la stella a 8 raggi rappresenta l’unione tra materia e spirito. Il raggio piede che termina a occhiello rappresenta uno strumento di rilevazione solare: una specie di orologio solare. Così la parte pratica (di probabile computo delle ore da salariare) si univa a quella mistico-spirituale».
Per quello che riguarda, invece, la volta affrescata e la scritta dipinta, ancora nessuno è in grado di leggere qualcosa. Il mistero si infittisce. Di certo si sa che il Comune di Arcidosso ha invitato la Soprintendenza a supervisionare le ultime scoperte: «Approfittiamo di questa provvidenziale caduta di calcinacci – dice Pier Paolo Camporesi – e delle scoperte in corso. E le sottoporremo a esperienze istituzionali».
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