Sicurezza
I comitati del no ricevuti in Regione in commissione
GROSSETO. I comitati tornano a Firenze per dire no all'autostrada della Sat e sì all'Aurelia pubblica e sicura, per sostenere un progetto di mobilità integrata nel corridoio tirrenico. Dopo il sit-in...
GROSSETO. I comitati tornano a Firenze per dire no all'autostrada della Sat e sì all'Aurelia pubblica e sicura, per sostenere un progetto di mobilità integrata nel corridoio tirrenico.
Dopo il sit-in effettuato il 26 febbraio scorso presso la Regione, una rappresentanza del coordinamento “No all'autostrada, sì all'Aurelia pubblica e sicura”, composto da alcune forze politiche e movimenti ambientalisti della nostra provincia, sarà ricevuta dalla settima commissione “Mobilità e infrastrutture” del consiglio regionale della Toscana. L'incontro, richiesto nei giorni scorsi dal coordinamento, avverrà domani, 5 marzo, alle ore 10.
Nell'occasione saranno rappresentate agli esponenti dei partiti presenti in Regione «Le forti motivazioni – scrivono – della battaglia che stiamo conducendo da tempo in sintonia con i veri interessi del territorio e della popolazione maremmana e chiederemo che sulla scelta effettuata dalla giunta regionale in favore dell'autostrada vi sia un ripensamento definitivo. Perché ciò che occorre è la messa in sicurezza dell'Aurelia, rinunciando al proposito di privatizzarla; la piena valorizzazione del vettore ferroviario, oggi sempre più penalizzato; l'uso della navigazione di cabotaggio specie per il trasporto merci. Il tutto coerentemente con l'esigenza posta dalla nuova fase dello sviluppo di ridurre i costi a carico della collettività in termini economici, energetici e ambientali, sulla quale si sta spendendo la stessa Comunità europea con atti chiari e impegnativi al riguardo e tuttavia al momento ignorati nel nostro Paese».
«Vista la sollecitudine con cui la nostra richiesta di audizione è stata accolta, dimostrando la sensibilità al tema da parte dei consiglieri regionali, che per questo sinceramente ringraziamo, ci sentiamo autorizzati a sperare in un confronto aperto e costruttivo che possa contribuire all'indispensabile avvio di una nuova politica della mobilità».
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