Il Tirreno

Grosseto

Foto osè in cambio di sesso Diciassettenne nei guai

di Francesca Gori
Foto osè in cambio di sesso Diciassettenne nei guai

Conosce una ragazzina di 14 anni su Facebook e si fa mandare scatti nuda Poi la ricatta chiedendole un rapporto orale per non diffondere le immagini

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GROSSETO. È successo ancora e purtroppo non sarà l’ultimo caso che la polizia postale si troverà a gestire. È successo di nuovo che un ragazzo di 17 anni sia stato denunciato per diffusione di materiale pedopornografico dopo aver costretto una quattordicenne a scattarsi foto osé, ricattandola se non avesse continuato con quello che lui, probabilmente, considerava soltanto un gioco da grandi.

È stato il babbo della studentessa a rivolgersi alla polizia postale e a dare il la alle indagini. La ragazzina, che frequenta la prima superiore in una scuola della città quando ha capito che questa storia non sarebbe riuscita a gestirla da sola ha chiesto aiuto ai propri genitori. E così loro hanno scoperto che la figlia aveva conosciuto un ragazzo su Facebook. Ore di conversazione in chat che poi sono diventati messaggi su Whatsapp, altra piattaforma tecnologica installata sui cellulari di tutti i giovani e meno giovani che utilizzano uno smartphone. Ed è proprio su quegli apparecchi telefonici che quell’amicizia virtuale si è trasformata in un incubo per la quattordicenne. I due adolescenti hanno infatti cominciato a scambiarsi fotografie che li ritraevano nudi. Dopo questo scambio di foto compromettenti, quello che fino ad allora era stato un semplice gioco, si è trasformato in una vessazione per la quattordicenne, che ha iniziato a essere ricattata con la minaccia di diffusione di quegli scatti, se la ragazza non ne avesse effettuate altre nelle quali si faceva riprendere mentre simulava un atto di autoerotismo. La paura che quelle fotografie arrivassero sotto gli occhi dei suoi genitori ha spinto la quattordicenne a mettersi con il telefono di fronte a sé e a pigiare invio dopo aver scattato quelle foto. Lui le aveva infatti promesso che dopo quegli scatti, non le avrebbe chiesto altro. Ma poi il ragazzo ha provato a spingersi ancora più avanti pretendendo dalla ragazzina un vero e proprio rapporto orale. Se lei non lo avesse fatto, lui avrebbe diffuso quelle immagini che aveva conservato nel suo telefono cellulare. È stato a quel punto che la studentessa è scoppiata in lacrime davanti ai genitori e ha raccontato l’incubo nel quale era finita e dal quale non riusciva più a svegliarsi.

Il padre della ragazza si è rivolto alla polizia postale e gli uomini coordinati dall’ispettore superiore Stefano Niccoli hanno scoperto che, per rendere più veritiero quanto minacciato, il diciassettenne aveva inviato, come atto dimostrativo, le foto in questione a un’amica della sua vittima. «Questo non è che l’ultimo dei numerosi casi che si verificano sempre più frequentemente tra gli adolescenti – dice il responsabile della postale Stefano Niccoli - che hanno una grande abilità pratica e tecnica, non associano una consapevolezza di ciò che sia o non sia lecito e prudente fare in Internet, vivendo la rete come il regno della libertà assoluta». Così un gesto fatto con estrema superficialità, dal quale per altro non si può più tornare indietro perché Internet è per sempre, può pregiudicare la reputazione di un individuo e avere conseguenze anche gravissime sia a livello psicologico che per quel che concerne la sicurezza individuale».

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