Sicurezza
Stop ai lavori alla Protezione civile
Il palazzo ha piccoli cedimenti, la Provincia aveva stanziato 250mila euro. Ma la ditta arrivata seconda ha fatto ricorso
GROSSETO. Fino a qualche mese fa era solo una notizia buffa. Ora è diventata anche un contenzioso giuridico. Il palazzo storico che - agli ultimi piani - ospita la centrale operativa della Protezione Civile, in piazza Martiri d'Istia, ha bisogno da tempo di un “rinforzo strutturale”, lavori per circa 250 mila euro. Ma sembra che su questo intervento il diavolo ci abbia messo la coda.
Siamo a due passi da piazza della Palma e a cento metri da piazza Dante. L'edificio da qualche anno sta lentamente sprofondando e tutto questo si è concretizzato, nel tempo, in lesioni sulla facciata in prossimità dell'ingresso principale e un abbassamento della parte centrale.
La Provincia di Grosseto, un anno fa, aveva deciso di investire nella sicurezza dell'edificio e di chi ci lavora. Non c'erano - per carità - rischi immediati (anche adesso gli uffici sono aperti e pienamente operativi), ma la situazione, dal 2010, è sempre tenuta sotto stretta osservazione.
Alcune fessure infatti si sono estese anche ai tramezzi dei piani superiori, al sottotetto dove negli ultimi anni sono state governate tutte le principali emergenze: dalla vicenda della Costa Concordia in quel venerdì 13 gennaio 2012 all'isolamento di migliaia di persone dopo le nevicate del febbraio dello stesso anno, dal disastro della pineta di Marina alle alluvioni nella zona sud. Insomma crepe nei muri, piccoli movimenti delle strutture, tali da preoccupare i tecnici che ci lavorano.
Si era proceduto così alla redazione di un progetto di consolidamento (firmato dallo studio di ingegneria Ferrari di Grosseto), allo studio di fattibilità, allo stanziamento della spesa (254mila euro) e al bando di affidamento.
Il cantiere avrebbe dovuto aprire adesso. Nel frattempo, però, si è traversato un problema e non di poco conto. Ad aggiudicarsi i lavori - a novembre del 2013 - era stata l'impresa Di Niro di Campobasso, ma la ditta Lauria (seconda classificata nella procedura d'appalto) aveva subito comunicato un preavviso di ricorso, esponendo presunti motivi di illegittimità nell'aggiudicazione provvisoria e richiedendo l'annullamento dell'atto in autotutela.
La Provincia, a gennaio, ha respinto la proposta di annullamento «nella consapevolezza - si legge negli atti - di aver agito correttamente e in modo legittimo».
Ma la Lauria di Pontedera è andata avanti e ha presentato ricorso al Tar della Toscana, notificato una settimana fa alla Provincia, con richiesta di annullamento previa sospensiva; nelle prossime settimane i giudici stabiliranno la fondatezza del ricorso. Entrando nel dettaglio si chiede l'esclusione dell'impresa Di Niro per invalidità/inefficacia della cosiddetta attestazione Italsoa.
L'assessore Fernando Pianigiani, sentito ieri sera, si definisce tranquillo: «Abbiamo fiducia nel lavoro svolto dall'ufficio, che ritiene le ragioni esposte dal ricorrente infondate. Stiamo stipulando il contratto con la Di Niro in attesa di conoscere l'esito del ricorso. Poi aprirà il cantiere. Credo che non ci sia da aspettare molto…».
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