Proteste
Stato e Ferrovie costrette a pulire
Rifiuti abbandonati, rovi ed escrementi: scatta l’offensiva Ordinanza del Comune per la sistemazione di due aree
GROSSETO. Da un lato il Comune, dall’altro Ferrovie e Demanio, in mezzo i cittadini: questo il quadro in cui si muovono due ordinanze emesse dal sindaco, di Grosseto, Emilio Bonifazi, che riguardano due terreni in preda all’incuria.
La prima ordinanza è del 25 febbraio e riguarda l’area degradata compresa tra le vie Vulci e degli Apostoli. Una situazione nota all’ente pubblico che il 23 gennaio scorso ha ricevuto una relazione della Municipale. Lì i vigili hanno certificato l’esistenza di una zona piena di rovi, rifiuti abbandonati e mal stoccati, escrementi di animali ed erba alta. Una condizione igienico sanitaria traballante.
Gli uomini della municipale non si sono limitati a comunicare la faccenda all’amministrazione: in seguito a una verifica con gli uffici del catasto, hanno scoperto che quell’area verde è di proprietà del Demanio pubblico dello Stato, (ramo Difesa ed esercito) e di competenza del 7º reparto infrastrutture di Firenze. Ed è proprio al responsabile del 7º reparto che il sindaco ordina di provvedere alla pulizia della zona. Una bonifica igienico sanitaria, a tutela della salute pubblica, che dovrà essere portata a termine entro 15 giorni dalla notifica del provvedimento.
La seconda ordinanza, emessa dal sindaco il 26 febbraio, era a dir poco attesa: più e più volte i residenti di un condominio di via Trieste si erano rivolti al Tirreno per esprimere il proprio disagio: lì, a due passi da via Don Minzoni, c’è un terreno abbandonato da Ferrovie dello Stato, tra sporcizia e erbacce. Terreno su cui si affacciano, a una manciata di metri, le finestre condominiali.
Il 6 giugno del 2013 il sindaco aveva emesso un primo atto amministrativo per spingere Ferrovie a risolvere la faccenda. Provvedimento bissato il 18 luglio. L’11 settembre dello stesso anno il vicesindaco, Paolo Borghi, aveva promesso l’ennesimo richiamo a Ferrovie, «altrimenti interverremo noi entro una decina di giorni». Sono passati sei mesi. Non se n’è saputo più nulla. E visto che non c’è due senza tre ecco arrivare l’ennesima ordinanza.
Il sindaco impone a Ferrovie di pulire (entro 10 giorni) il terreno e di eliminare la vegetazione incolta: «In un contesto cittadino – si legge nell’ordinanza – la presenza di vegetazione incolta può causare inconvenienti igienici favorendo lo sviluppo d’insetti e animali molesti, nonché essere ricettacolo di rifiuti e potenziale concausa di eventuali incendi, degrado, danno e nocumento per i passanti».
La stessa ordinanza obbliga Ferrovie a provvedere, entro un mese, alla manutenzione e alla messa in sicurezza delle recinzioni dell’area. Ferrovie dovrà, infine, prevedere un’ordinaria manutenzione dei luoghi e dei manufatti. Ma il rischio, ora, è che anche la terza ordinanza rimanga disattesa: questa volta contravvenire all’atto sarà più difficile, c’è in ballo l’articolo 650 del codice penale, ma l’arresto (sino a 3 mesi) è affiancato dall’ammenda di 206 euro. Una cifra risibile. Insomma, per Ferrovie tirare dritto non equivale certo a svenarsi.
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