Finanza
Le Case finiscono ancora sott’acqua
La gente esasperata urla la propria rabbia: «Non possiamo andare avanti così, è la quarta volta in un mese»
SCARLINO. «Così non possiamo andare avanti». Le Case, Scarlino, ore 10.30. La strada è ricoperta da una spessa membrana d’acqua, che con il vento dà la sensazione di un fiume in piena che corre sull’asfalto. La gente che abita nella piccola località scarlinese, nata e sviluppata attorno a quella strada ora allagata, è in piedi davanti al cancello con gli stivali di gomma e si guarda attorno. «Come facciamo ad uscire di casa?» Poco distante, anche il sottopassaggio che collega la vecchia Aurelia con la piana industriale del Casone si allaga. Così all’amministrazione tocca chiamare gli operai e posizionare le transenne per chiudere sia la strada che il sottopassaggio al traffico. Intanto, il Pecora torna a far paura, gonfiandosi fino a sfiorare i bordi dei moli della Fiumara. L’ultima volta che ha raggiunto livelli simili, la sua furia ha affondato trenta barche. Ancora: il palude è un immenso lago color marrone, i campi coltivati vengono ricoperti da un grande tappeto d’acqua, mentre nei boschi piccole frane costringono i mezzi pesanti a intervenire. Così, per fortuna senza contare danni eccessivi, Scarlino fa il bilancio di un’altra infernale giornata di maltempo. «Ci risiamo» dicono le persone non appena arrivate allo Scalo, dopo aver visto la situazione in cui è piombata nuovamente la valle. Le difficoltà maggiori sono a Le Case, dove ci sono una decina di abitazioni, alcune delle quali nel bel mezzo della campagna. Una cittadina prova a telefonare in Comune per avere notizie, spiegando che non riesce ad uscire di casa per via della strada allagata. «È già la quarta volta in un mese» spiega. Ma dall’altra parte del telefono le rispondono che si tratta di «un evento eccezionale» e che al momento non è possibile fare altro. Una spiegazione poco convincente per chi ormai vive nella paura di restare chiusa in casa ogni volta che piove con maggiore intensità. «Ma non dovevano fare i lavori?» si chiedono gli scarlinesi su facebook, dove alla rabbia si mescola il timore di nuovi danni. «Il Pecora fa paura». Questa volta però, a differenza del 31 gennaio, non ci sono danni particolari. Al contrario, nella zona di Santa Lucia, tra i boschi, delle piccole frane hanno bloccato le strade rurali. Sono dovute intervenire delle ruspe per poterle sgomberare. «Così non possiamo andare avanti» ripete la gente. (a.f.)
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