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pesca a strascico nel mirino

L’ira della cooperativa: «Le autorità controllano eccome»

L’ira della cooperativa: «Le autorità controllano eccome»

PORTO SANTO STEFANO. Le dichiarazioni di Italia Nostra sulla pesca a strascico hanno suscitato risentite reazioni e non solo nel mondo della pesca. Già si è fatto sentire Alessandro Roncolini,...

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PORTO SANTO STEFANO. Le dichiarazioni di Italia Nostra sulla pesca a strascico hanno suscitato risentite reazioni e non solo nel mondo della pesca. Già si è fatto sentire Alessandro Roncolini, assessore del Comune di Monte Argentario con delega alla pesca, che ha dato la sua risposta.

A intervenire ora è Rino Manno, presidente della cooperativa di pescatori Costa d’Argento, che controbatte e respinge al mittente le accuse di Italia Nostra. Con quello stile molto essenziale caratteristico della gente di mare, Manno spiega che «le autorità preposte al controllo della nostra zona sono molto vigili e fanno molto bene il loro lavoro; lo dimostrano i continui controlli fatti alle imbarcazioni, rispetto ad altre zone d’Italia, dove i controlli sono molto più blandi. I pescatori sono i primi custodi del mare - dice Manno - perché è nel loro interesse mantenerlo vivo e produttivo, infatti gli stessi con il nuovo piano di gestione locale già presentato alla Regione Toscana limiteranno lo sforzo di pesca rispetto a quanto previsto dalle vigenti normative europee».

Sempre il presidente della cooperativa di pescatori precisa «che la nostra è l’unica zona d’Italia il cui ecosistema è in perfetto equilibrio, senza diminuzione degli stock ittici ma al contrario con un aumento costante del pescato».

E aggiunge: «Questa speriamo sia l’ultima volta che viene offesa la nostra categoria. Dalla prossima interverremo con denunce alla magistratura». Passa Manno alle questioni tecniche e assicura: «Le autorità hanno ottimi strumenti per monitorare e controllare tramite satellite e in maniera costante la posizione e la traccia di ogni singola imbarcazione con Ais e Blue Box, strumenti obbligatori per legge e con costo annuo di 2.000 euro per canoni di gestione e manutenzione a carico dei pescatori». Manno fa anche presente che «i pescherecci strascicano sul fondo sabbioso, dove la normativa vigente lo permette, non distruggendo ma arando i fondali e permettendo al pesce di trovare più facilmente il cibo». Sempre Manno aggiunge: «La nostra cooperativa è formata per il 50% da imbarcazioni a strascico e per il 50% da imbarcazioni dedite alla piccola pesca, e tra loro non esistono diatribe ma lavorano rispettandosi a vicenda». Infine l’ultima stoccata: «i blocchi messi nella fascia costiera da Albinia a Marina di Grosseto, di fronte al parco della Maremma, non hanno causato nessun ripopolamento e aumento del pesce, bensì una netta diminuzione del pescato in quelle zone, come lamentano i pescatori della piccola pesca presenti nella nostra Cooperativa».

Renzo Wongher

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