Il Tirreno

Grosseto

giallo di potassa: l’appello del fratello

«Bilella sa cosa è successo Ci faccia trovare il corpo»

«Bilella sa cosa è successo Ci faccia trovare il corpo»

GAVORRANO. «Bilella deve sapere qualcosa. È impossibile che non sappia niente. Gli indizi parlano chiaro: le chiavi del giallo sono nelle sue mani; deve parlare e collaborare. Noi vogliamo almeno il...

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GAVORRANO. «Bilella deve sapere qualcosa. È impossibile che non sappia niente. Gli indizi parlano chiaro: le chiavi del giallo sono nelle sue mani; deve parlare e collaborare. Noi vogliamo almeno il corpo di Francesca. E siamo arrabbiati, perché Bilella non parla». Le parole di Alessandro Benetti, il fratello della donna scomparsa dalla villa di Potassa lo scorso novembre, sono di nuovo rivolte al custode arrestato e tutt’ora rinchiuso nel carcere di Grosseto. Fino a pochi giorni fa, a cercare di toccare le corde del cuore dell’uomo era stata la mamma di Francesca. Poi però, un tumore l’ha portata via e il testimone, che era diviso tra madre e figlio, è rimasto ora tutto nelle mani di Alessandro. Venerdì sera l’uomo ha utilizzato la televisione, la trasmissione “Quarto grado” che da subito si è occupata del giallo di Potassa, per lanciare un nuovo appello al custode che, dal giorno in cui è stato rinchiuso nel carcere di Grosseto, non ha mai parlato. O meglio, anche quando ha deciso di rispondere ai sostituti procuratori che stanno seguendo le indagini, Marco Nassi e Salvatore Ferraro, ha sempre detto che lui, con quella scomparsa, non c’entra niente.

Sono passati mesi, dal giorno in cui Francesca Benetti è stata vista l’ultima volta alla villa di Potassa proprio dall’uomo accusato di averla uccisa. La sua auto è stata trovata nel parcheggio della stazione di Follonica. Del suo corpo, invece, non si è ancora trovato traccia. Il gruppo “Troviamo Francesca” nato su Facebook e fondato da gavorranesi che non si sono arresi di fronte a questa scomparsa, hanno deciso di tornare a cercare la donna. Ma i terreni vicini alla villa, i luoghi che sembravano essere i più probabili per nascondere quel corpo, sono stati già battuti senza però che dessero alcuna risposta agli investigatori e a tutti quelli che ancora oggi restano appesi almeno al filo della speranza di poterle dare una degna sepoltura.

Francesca Gori

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di Redazione web