Il Tirreno

Grosseto

IL PRECEDENTE, IL naufragio CONCORDIA

Senza vestiti e senza scarpe In 500 nella stessa struttura

Senza vestiti e senza scarpe In 500 nella stessa struttura

PRINCIPINA. Chef, pasticceri, addetti al casinò, guide escursionistiche. Filippini, indonesiani, britannici, indiani, pakistani, thailandesi. La notte del naufragio della Concordia, cinquecento...

2 MINUTI DI LETTURA





PRINCIPINA. Chef, pasticceri, addetti al casinò, guide escursionistiche. Filippini, indonesiani, britannici, indiani, pakistani, thailandesi. La notte del naufragio della Concordia, cinquecento persone di 64 nazionalità diverse, tutti membri dell’equipaggio, arrivarono in autobus all’Hotel La Principina, trasformati in un esercito di fantasmi senza più soldi, scarpe o vestiti. Erano cinquecento, quelli sistemati nella struttura. A rivestirli e a portare loro scarpe e un sorriso ci pensarono allora i volontari della Caritas.

L’accoglienza che la Maremma ha riservato ai naufraghi della Concordia, Costa Crociere se la ricorda bene. E quando la compagnia di navigazione si è trovata di nuovo con un problema di tipo logistico e aveva bisogno che qualcuno accogliesse i membri dell’equipaggio, non ha potuto fare a meno di pensare di nuovo a quel posto non troppo distante. In Maremma, in quella terra che la notte della tragedia della Concordia ha aperto le braccia per accogliere chi aveva bisogno.

Allora, fu la protezione civile coordinata dal prefetto Giuseppe Linardi a mettere in piedi il piano di accoglienza dei naufraghi che poco dopo riuscirono a lasciare la Maremma e tornare a casa. Erano per la maggioranza stranieri. Alla Principina come nelle altre strutture alberghiere che in inverno erano aperte o che furono fatte appositamente riaprire, si parlava una Babele di lingue e gli sguardi attraversati dalla paura che continuava a saettare loro negli occhi è il ricordo più vivo di quella notte durante la quale la Concordia si è rovesciata su un fianco.

Lo sbarco di giovedì mattina per l’epidemia di morbillo non ha avuto né i colori e nemmeno i rumori di quello che è successo all’isola del Giglio.

Ma le porte che si sono aperte in maremma, sono state le stesse. A testimoniare quanto qui l’accoglienza sia di casa. (f.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web