Il Tirreno

Grosseto

Primarie Pd, è scontro fra Giuntini e Fedeli

di Alfredo Faetti
Primarie Pd, è scontro fra Giuntini e Fedeli

Mentre la gente vorrebbe i programmi, ecco toni pesanti su Molendi e Amatur e accuse reciproche di “vecchia politica”. Sullo sfondo un partito diviso

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MASSA MARITTIMA. I toni sono sempre più velenosi, lo scontro sempre più aspro, l’obiettivo sempre meno comune. Le primarie di Massa Marittima stanno mettendo in difficoltà il Pd, visto che due illustri esponenti come Marcello Giuntini e Luciano Fedeli stanno portando avanti una polemica che certo non dà il senso di compattezza all’interno del partito. Oggetto del contendere quel “rinnovamento” che nella politica di oggi è diventato il faro astratto da seguire. «Giuntini ci ha fatto ereditare problematiche che rappresentano preoccupazione e incertezze, come nei casi Amatur e Molendi», dice Fedeli. «Una ricostruzione che fa acqua da tutte le parti – risponde l’interessato – Hai acceso una macchina del fango». Nonostante non se le mandino a dire, i due hanno molto in comune: iscritti al Pd sin dai suoi arbori, entrambi hanno un’affermata carriere amministrativa: Giuntini come assessore a sindaco di Montieri, Fedeli come assessore a più deleghe nonché presidente della Società della Salute. Entrambi, inoltre, hanno presentato la loro candidatura a queste primarie, in cui il primo è riuscito a concretizzarla mentre il secondo ha fatto un passo indietro, schierandosi con l’altro candidato Sandro Poli. E adesso, questo scontro pubblico, sembra confermare quella frattura molto profonda nel partito massetano già trapelata nell’ultimo direttivo, quando ben quattro esponenti differenti presentarono la loro candidatura. In ogni caso, i riflettori in questa fase sono puntati su loro due. «Giuntini fa vecchia politica per impegnare un’altra poltrona e non restare fuori dai giochi» sostiene Fedeli, che non vuol sentir dire che l’ex sindaco montierino rappresenta il «nuovo». Anche per quanto riguarda la vita amministrativa cittadina, citando quelle problematiche di prima. «Nel ruolo di assessore dal ’95 al ’99 con il progetto di riqualificazione dell’area Molendi (una diatriba per cui il Comune massetano è stato condannato in primo grado a pagare un risarcimento milionario, ndc) e come presidente di Amatur, in un periodo dopo il quale, sindaco di Montieri, ha preso le debite distanze». Accusa che vanno a toccare due grandi temi cittadini e che Giuntini proprio non accetta. «La vicenda Molendi iniziò alla fine del mio mandato da assessore e fu il mio predecessore (io ero all'opposizione) ad uscire da Amatur; così come il mio operato da sindaco di Montieri sulle problematiche dell'ospedale e della scuola è sempre stato improntato alla massima collaborazione istituzionale ed al bene del territorio nel suo complesso: ne parlano gli atti ed i miei interventi pubblici». Fedeli infatti, per difendersi dalle accuse del rivale, ha ricordato il suo impegno su scuola e sanità. Accuse e frecciatine che tutte e due le parti riconducono alla «vecchia politica», da cui entrambi dicono di prendere le distanze. E all’apice dello scontro personale, ecco che l’attenzione torna sulle primarie, chiamando in causa lo stesso Poli. Fedeli lo difende: «Si mette in dubbio la sua candidatura e la sua storia politica. Io mi metto a fianco di una faccia nuova per Massa perché ha avuto le capacità di lavorare in modo importante dentro le mura e perché è un iscritto al Pd che si mette in gioco». Anche Giuntini chiama in causa Poli: «Mi chiedo cosa ne pensi il mio competitore alle primarie dell'atteggiamento di un suo collaboratore, che si mette a spalare letame sul suo avversario».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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