Il Tirreno

Grosseto

L’ultimo saluto al gigante buono

L’ultimo saluto al gigante buono

Per Massimo Zanaboni uno stendardo coperto dalle firme degli amici

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GROSSETO. Lo hanno sostenuto nell'ultimo viaggio le braccia forti dei vigili del fuoco in divisa, quelli della delegazione che il comando ha inviato in forma ufficiale. Tutti troppo giovani per aver lavorato con lui, in pensione ormai da tanti anni, ma tutti consapevoli di rendere omaggio a un uomo che aveva onorato la loro professione.

Perché Massimo Zanaboni, 80 anni, celebre in città per i suoi trascorsi da pugile di ottimo livello, era anche e soprattutto uno che il suo mestiere lo sapeva fare. Specialmente in un'epoca in cui, ricordano i colleghi più anziani, le dotazioni tecniche erano quelle che erano e in cui contavano tanto il colpo d'occhio e la prestanza fisica. E con quel fisico da peso massimo ma agile come una gazzella, Zanaboni sapeva come e dove intervenire.

Gli inizi da autista, la carriera come caposquadra prima e come caporeparto poi. Perché Massimo possedeva anche le vere doti del capo e sapeva come rapportarsi sia con le persone che lavoravano insieme a lui sia con quelle con cui veniva a contatto nel corso dei suoi interventi: che fossero autorità o semplici cittadini. Con ermezza ma anche con gentilezza. E poi di lui tutti ricordano una dote impagabile: il sorriso. Uno stimolo per i suoi uomini, una rassicurazione per chi aveva bisogno del suo aiuto. Un gigante buono.

Sono stati in centinaia, già dal pomeriggio di giovedì - poco dopo la notizia della sua morte avvenuta in ospedale, al termine di una malattia che aveva vinto l’ultimo round - a stringersi intorno alla famiglia. Tantissimi ieri hanno fatto visita alla camera mortuaria del Misericordia e hanno lasciato la loro firma sullo stendardo dell'Associazione nazionale atleti olimpici e azzurri d'Italia che era stato steso accanto al feretro e che è stato poi portato anche a Sterpeto, dove Zanaboni è stato sepolto. Anche lì altri amici hanno lasciato la loro firma per non far partire Massimo da solo e per far sentire la loro vicinanza alla moglie, ai figli, al nipote. (p.s.)

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