Toscana
L’autorità ordina il repulisti in banchina
Entro dieci giorni il molo Garibaldi va sgombrato da taniche, reti e “rifiuti” vari. Per chi non lo fa c’è il rischio di sanzioni
PORTO SANTO STEFANO. Via ogni sorta di rifiuto dalla banchina Toscana, dagli scali di alaggio pubblici e dal molo Garibaldi di Porto Santo Stefano. Chi ve li ha lasciati provveda immediatamente a toglierli, prima che ci scappi qualche incidente anche grave. In caso contrario la pulizia verrà effettuata da una apposita ditta e chi ha sporcato dovrà pagare le spese.
È questo, in sintesi, il contenuto dell’ordinanza numero 6 del 24 febbraio scorso dell’Autorità portuale regionale, un atto che non ammette deroghe: entro dieci giorni dalla sua emissione, il porto dovrà essere ripulito perché non è assolutamente il caso di correre rischi.
Tutto è partito da un sopralluogo effettuato dall’Ufficio circondariale marittimo di Porto Santo Stefano con lo scopo di accertare la presenza sul porto, ed eventualmente far rimuovere, di materiali abusivi. E dal controllo è saltato fuori di tutto e di più.
Una specie di discarica come tante _ purtroppo _ se ne trovano nei boschi dell'Argentario. Taniche di olio lubrificante e di olio alimentare, batterie, rulli portacavi, reti e attrezzi da pesca e persino natanti.
Insomma, se nelle macchie si scaricano divani, sanitari ed elettrodomestici da rottamare, sul mare cambia la tipologia del rifiuto ma uguale resta il mancato rispetto per l’ambiente e per il patrimonio pubblico.
Di fronte a questo scenario, la locale Capitaneria di Porto ha deciso di non perdere tempo e di inviare il verbale alla Regione che ha emesso l’ordinanza tenendo conto del fatto che «per il corretto e pubblico uso demanio marittimo le aree portuali devono risultare sgombere da ogni impedimento di sorta e mantenute in buono stato di conservazione e manutenzione, senza che venga creato alcun pregiudizio allo stato dei luoghi dal punto di vista igienico sanitario e della sicurezza e incolumità delle persone».
Già, perché il problema ha il duplice risvolto del decoro e della sicurezza, ed è per questo che l’Autorità portuale regionale ha invitato il sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli, a dare la massima pubblicità all’atto, già peraltro “affisso” all’albo pretorio on line del Comune sin dal 25 febbraio.
Un’ordinanza che costringe i proprietari alla rimozione di materiali e natanti dalla banchina Toscana, scali di alaggio e molo Garibaldi entro il 4 marzo. In caso contrario, interverrà la ditta incaricata dalla Regione che farà rientrare qualsiasi oggetto nella categoria di «rifiuto da avviare a smaltimento».
Gli eventuali costi aggiuntivi dovranno essere pagati dai proprietari dei rifiuti, se individuati, i quali potranno essere anche fatti oggetto dei provvedimenti sanzionatori previsti dalla legge.
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