Finanza
«Esuli, costi proibitivi per il solo Comune»
MASSA MARITTIMA. Il progetto Spar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) continua a far discutere a Massa Marittima. La vicenda riguarda un’iniziativa ministeriale a cui il Comune...
MASSA MARITTIMA. Il progetto Spar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) continua a far discutere a Massa Marittima. La vicenda riguarda un’iniziativa ministeriale a cui il Comune aveva chiesto e ottenuto di aderire, riuscendo a ottenere dei contributi consistenti. Ma l’incerto futuro della Società della Salute, soggetto che avrebbe guidato il progetto, ha fatto saltare tutta l’operazione. Un fatto che ha fatto discutere e su cui adesso interviene il sindaco Lidia Bai. «In un momento di grave difficoltà delle fasce più deboli della popolazione - spiega - un periodo in cui aumenta la necessità di servizi sul sociale e contributi alle famiglie così come la richiesta per emergenza abitativa, sarebbe irresponsabile da parte di questa amministrazione accollarsi da sola un progetto oneroso che esula dalle tipiche funzioni dell’ente». Contando che questa cifra sarebbe gravata sulla valorizzazione di risorse umane, finanziarie e strumentali contabilizzate tramite la Società della Salute Colline Metallifere. «Ora è bene osservare, che il noto futuro incerto della Sds non ci dà certezza sul suo sostegno e sulla stessa sua futura esistenza – continua Bai - Rileviamo inoltre che la Società della Salute che avrebbe dovuto fornire il sostegno logistico al Comune nella fase di eventuale attuazione del progetto, non ha mai deliberato su questo». Il sindaco riconosce il ruolo che Massa Marittima ha avuto nell’accoglienza esuli, ma in questo momento, dato anche il patto di stabilità, non può rischiare una cifra simile. E qui arriviamo al punto: «L’ente non può accollarsi un cofinanziamento di 70.000, 77.000 e 77.000 euro per i prossimi tre anni, a fronte di un contributo ministeriale che ha tra l’altro sempre tempi di liquidazione incerti. Ciò per i motivi sopra detti che potrebbero mettere in difficoltà l’ente e gli eventuali fornitori di beni e servizi che dovrebbero attendere la disponibilità di risorse per essere pagati». (a.f.)
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