Sicurezza
Ape: «Qui non sto bene torno in via Sonnino»
Michele Rossi vuole andarsene da via Giordania dove abita insieme alle sue auto «Vivo prigioniero nella mia roulotte perché ho paura dei danneggiamenti»
GROSSETO. «Qui sono come prigioniero nella mia roulotte, almeno in via Sonnino ero più al sicuro».
Sembrava un caso risolto, ma il Comune potrebbe ritrovarsi, di nuovo, Michele Rossi, alias Ape, le sue roulotte e le sue auto, in viale Sonnino. Insomma, il problema potrebbe riaprirsi. Un mese fa Comune, Coeso e Michele Rossi avevano trovato un accordo per liberare viale Sonnino, dove da decenni Rossi portava avanti la sua attività, aggiustando auto d'epoca che spesso sono richieste sui set dei film. Per Michele Rossi, per le sue roulotte, dove abita con la compagna, e per le sue decine di auto, era stata trovata una nuova sistemazione, il grande parcheggio in fondo a via Giordania. Lì Ape si è trasferito, convinto di poter ricominciare tranquillamente lì la sua attività.
Invece sono iniziati i dispetti: dai vetri delle auto mandati in frantumi da ignoti, alle manifestazioni di insofferenza da parte dei nuovi vicini, tanti episodi che hanno convinto Michele Rossi che quello non è il luogo che fa per lui. Così ieri mattina è andato in Comune e si è fatto cambiare di nuovo la residenza, riportandola in viale Sonnino, ovviamente in una roulotte.
Per il momento lui è ancora in via Giordania, ma - dice - se il Comune e il Coeso non troveranno il modo di garantirgli una vita più serena, minaccia di andarsene da lì e di tornare dove ha vissuto e lavorato per una vita, scatenando di nuovo le ire di chi abita nella zona di via Sonnino e delle Quattro strade, stanco di vedere parcheggiati su uno dei viali principali della città, le sue roulotte e decine di auto in condizioni almeno all'apparenza fatiscenti.
«Ma non sono rottami – si difende Ape – qui a Grosseto al gente non lo capisce, ma io con queste auto ci lavoro, sono tutte auto perfettamente viaggianti e mi vengono spesso richieste per fare dei film in cui servono certe tipologie di veicoli, anzi, spesso servono proprio auto che non siano in condizioni di carrozzeria perfette, che non siano tirate a lucido in cattive condizioni».
La situazione, per Ape, però, è pesantemente peggiorata da quando si è trasferito in via Giordania. «Qui, adesso, sono prigioniero nella mia roulotte – racconta – senza che abbia fatto male a nessuno: non posso allontanarmi per paura di trovare qualche altra auto danneggiata al mio ritorno. Qui non ci sono le condizioni per ricominciare il mio lavoro».
Gli avevano offerto un alloggio in emergenza abitativa, al Poggio, a Roselle, ma «la casa che mi avevano assegnato – dice – era grande la metà di una mia roulotte e non potevo portarci nemmeno tutte le mie cose».
E poi, aggiunge, resta il problema di dove mettere quelle decine di auto che lui possiede che sono la sua passione e anche la sua unica fonte di sostentamento. E così Ape è pronto a fare di nuovo i bagagli e a tornare in via Sonnino. D'altra parte, la residenza l'ha ottenuta di nuovo lì e se Comune e Coeso non riusciranno a garantirgli la tranquillità necessaria per vivere e per lavorare, lui la sua scelta l'ha già fatta. «Almeno – dice – in via Sonnino ero al sicuro».
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