«Pago la Tares gonfiata dai metri della pertinenza»
Protesta di una contribuente di Orbetello, che ha scritto a Monica Paffetti: «Errore evidente che penalizza alcune famiglie a vantaggio di altre»
ORBETELLO. «Una pertinenza considerata come una vera e propria abitazione. E usata dal Comune per calcolare la Tares». Il problema lo evidenzia Daniela Segoni che vive e risiede nel Comune di Orbetello.
«Appena ho ricevuto i moduli con gli importi Tares da pagare non nego di aver avuto un piccolo sussulto – scrive in una lettera, rimasta senza risposta, che ha inviato al sindaco Paffetti – poiché gli importi mi erano sembrati subito eccessivi. Mi sono così recata personalmente - spiega - all'ufficio tributi per chiedere spiegazioni, manifestando, già in quella sede la mia contestazione: la modalità di calcolo utilizzata dal Comune con riferimento all'applicazione della componente variabile, anche alla pertinenza dell' abitazione principale, che è già gravata da tale quota». In pratica, spiega la Segoni: «I nuclei familiari che possiedono od occupano una abitazione e una cantina pagano due volte la stessa quota variabile del tributo (115,5 euro circa)». Secondo la Segoni si verrebbe a creare una “sperequazione” fra famiglie che vivono negli stessi metri quadrati a parità di componenti. La contribuente fa anche un esempio pratico. «Due famiglie, A e B, con lo stesso numero di componenti, 4 ad esempio: la famiglia A possiede e risiede in un appartamento di 100 mq, mentre la famiglia B possiede un appartamento di 80 mq e un'autorimessa di 20 (pertinenza). Secondo il calcolo che mette in pratica il Comune di Orbetello – dice la donna - la famiglia B pagherà circa 323 euro a fronte dei 207 circa della famiglia A». Una sperequazione che la signora fa notare non esserci nei vicini Comuni di Manciano e Grosseto. Secondo Daniela Segoni poi a contraddire l'interpretazione data dal Comune di Orbetello ci sarebbe un articolo del regolamento Tares del Comune medesimo secondo il quale «Le cantine, le autorimesse si considerano utenze domestiche condotte da un occupante, se condotte da persona fisica priva nel Comune di utenze abitative non costituenti pertinenza dell'unità abitativa». La contribuente definisce l'errore del Comune “macroscopico” chiedendosi «Se per esigenze di gettito o di raggiungimento di budget determinati, si siano sottovalutate le conseguenze, scaricando l'aumento della tares su quelle famiglie residenti che oltre all'abitazione possiedono una pertinenza oppure se sia una scelta voluta e pensata». L'assessore al bilancio Miralli ha affermato di essersi anche lui posto il problema e fa sapere che «Questa è una interpretazione data dagli uffici competenti che si sono rifatti alle interpretazioni date da Comuni quali Milano, Bologna e altri. L'anno prossimo – rassicura l'assessore – ci sarà una riduzione unica per tutti, perché – sostiene – la pertinenza è giusto pagarla come pertinenza non gravata dalle persone». Quindi, per l'anno prossimo ad essere pagata sarà solo la pertinenza indipendentemente dal numero dei componenti. «La signora – dice l'assessore – ha comunque il diritto, se lo ritiene opportuno, di fare ricorso, ma la invito – dice lui - a controllare le cifre degli altri Comuni perchè ciò che esce dalla porta, entra dalla finestra».
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