Sicurezza
Mabro: salvataggio sul filo di lana
Incontro top secret in Regione con due imprenditori interessati. Stasera scade il bando, a ora nessuna offerta concreta
GROSSETO. Il conto alla rovescia è cominciato. Stasera scadranno i termini per la presentazione delle offerte per il salvataggio della Mabro e domani, quindi, sarà il giorno della verità per capire se i cancelli della fabbrica di via Senese torneranno ad aprirsi oppure se resteranno chiusi per sempre. Sul tavolo dell’advisor padovano che insieme al commissario giudiziario Giampiero Russotto ha definito il bando per il salvataggio dell’azienda, ieri, non c’era alcuna offerta formalizzata. Nessun imprenditore, quindi, che avrebbe manifestato ufficialmente interesse a rilevare la società Abbigliamento Grosseto che il tribunale ha ammesso alla procedura di Prodi bis e a garantire un lavoro per i 216 dipendenti dell’azienda. «Di chiacchiere, telefonate e fax ne abbiamo ricevute tante - spiega Giampiero Russotto - ma nessun imprenditore ha ancora formalizzato una richiesta di partecipazione al bando che fossero conformi al regolamento». Un filo di speranza, però, resta. Un filo che potrebbe essere rappresentato da due imprenditori che proprio alcuni giorni fa avrebbero incontrato l’assessore regionale Gianfranco Simoncini. Condizionale d’obbligo: di quella chiacchierata non c’è traccia nell’agenda ufficiale del numero uno dello Sviluppo economico della Toscana. Ma pare proprio che l’incontro si sia svolto a Firenze e che i due imprenditori, che provengono entrambi dal settore tessile e abbigliamento, potrebbero presentare anche oggi, al rush finale, la loro offerta per salvare l’azienda di via Senese, puntando anche al mantenimento di tutti i posti di lavoro.
Una soluzione, questa, che potrebbe davvero mettere la parola fine a una vertenza durata anni, con strappi interni e imprenditori che non sono riusciti a traghettare la fabbrica di abbigliamento fuori dalla crisi. Il riserbo, da parte dell’assessore Simoncini è totale. Ma la Regione avrebbe anche dato disponibilità, nel caso in cui appunto si concretizzasse oggi questa offerta e si riuscisse a intavolare una trattativa seria, a fornire il sostegno politico necessario. Anche perché, se nessuno si presenterà entro stasera con idee concrete e soldi da investire, in maremma i posti di lavoro persi aumenterebbero ancora.
Lunedì intanto, al ministero dello Sviluppo economico si svolgerà un incontro sindacale al quale parteciperà anche il commissario Giampiero Russotto. «È stato invitato anche Simoncini - dice - spero che ci sia anche lui». E soprattutto che questa sera ci sia quell’offerta, sul tavolo dell’advisor, che potrebbe cambiare le carte in tavola per la Mabro e per i suoi 216 dipendenti rimasti con la fabbrica chiusa e con i soli soldi della cassa integrazione arrivata con mesi di ritardo.
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