Gioco
La Provincia fa causa al Ministero per 17 milioni di euro
Un credito imponente da riscuotere che ancora non si vede Dalla metà degli anni Novanta al 2006 nessun rimborso
GROSSETO. Un anno fa l’annuncio. «Ci costituiamo in giudizio contro lo Stato per recuperare l’imponente credito (17 milioni) figlio degli esercizi di bilancio 2006 e antecedenti».
A parlare Leonardo Marras e Federico Balocchi, presidente della Provincia e assessore al bilancio a palazzo Aldobrandeschi. Adesso la Provincia di Grosseto passa alla fase 2 e nomina un nuovo legale, oltre ai suoi, per dare seguito agli atti partoriti all’inizio del 2013 e per restituire alla collettività un fiume di denaro che mai come adesso sembra necessario per far ripartire la Maremma.
Sullo sfondo un dubbio: riusciremo a riavere il “maltolto” prima che Roma decida _ con la cancellazione delle Province _ di chiudere d’imperio la questione?
Ammonta a circa 17 milioni il debito che il Ministero del Tesoro ha accumulato nel periodo che va dalla seconda metà degli anni Novanta al 2006. Una cifra imponente, dovuta ai mancati trasferimenti erariali.
È lo stesso sito del Ministero dell'Interno, nelle pagine web sulla finanza locale, che definisce la posizione creditoria di ciascun ente. La nostra Provincia, peraltro, non è l’unica a vantare crediti milionari.
Sarà l'avvocato fiorentino Antonio Riga a battagliare per conto di Grosseto. Sì, perché Roma in passato aveva destinato questi soldi alla Maremma _ purtroppo solo sulla carta _ e adesso è arrivato il momento di portarli in cassa, senza ulteriori dilazioni.
«Non stiamo parlando di spiccioli _ ribadisce l’assessore al Bilancio, Federico Balocchi _ ma di denaro che ci serve e che ci spetta per legge, mai erogato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, sul quale i oggi intendiamo dare battaglia in ogni sede».
Tecnicamente la questione non è semplice da spiegare. C'è una legge, la 449 del 1997, che all’articolo 47 dispone un complicato meccanismo di regolamentazione dei flussi erariali tra il Ministero del Tesoro e gli enti locali.
In pratica, con l’obiettivo di ridurre le giacenze degli enti soggetti all’obbligo di tenere disponibilità liquide nelle contabilità speciali o in conto corrente con il Tesoro, i pagamenti a carico del bilancio dello Stato vengono effettuati al raggiungimento dei cosiddetti “limiti di giacenza”.
Una disposizione che vale per le Province con più di 400mila abitanti e i Comuni con più di 60mila residenti. Per altre categorie di enti, come la Provincia di Grosseto, invece, questi limiti _ stabiliti con un decreto del Ministro del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica in misura compresa tra il 10 e il 20 per cento dell'entità dell’assegnazione di competenza _ non hanno mai trovato applicazione.
In questo modo l’amministrazione all'epoca guidata da Lio Scheggi si è ritrovata a non introitare, alle scadenze predeterminate, quasi 17 milioni di euro.
Ora l’accelerazione in direzione del recupero del credito attraverso un’azione giudiziale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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