Sicurezza
Guerra della Sovrintendenza al fotovoltaico
L’impianto di Collelungo è fermo da 4 anni, la società: «Una sconfitta per l’imprenditoria italiana»
ROCCASTRADA. L'avvocato Antonio Pavan di Treviso, che assiste la società Ns nella partita sull'impianto fotovoltaico dell'Aratrice, ha inviato ieri una nota al nostro giornale in cui torna sulla vicenda Collelungo. Qui, da oltre 4 anni, la Ns si sta adoperando per realizzare un campo di specchi su una superficie di circa 80 ettari (per 45 MW di potenza), sul quale diversi investitori stranieri avevano manifestato interesse. «In una Italia nel pieno della crisi, dove ogni giorno centinaia di aziende falliscono, con continue perdite di posti di lavoro, la burocrazia non fa che alimentare il fenomeno». Queste le parole con cui Pavan inizia la sua requisitoria. «L'impianto di Roccastrada - prosegue - avrebbe dato lavoro ad almeno un centinaio di persone: in particolare, si sarebbero utilmente impiegati i dipendenti della Fedi Impianti srl di Firenze, che attualmente, a causa della difficile situazione economica, ha presentato un piano di ristrutturazione».
«Dopo 4 anni e una battaglia giudiziaria davanti al Tar della Toscana e poi al consiglio di Stato, all'esito della quale, in fase cautelare, abbiamo ottenuto ragione - sono ancora parole di Pavan - la Regione Toscana ha indetto una Conferenza di servizi convocando tutti gli Enti interessati, per riesaminare, come imposto dal Consiglio di Stato, le precedenti determinazioni assunte e, pertanto, decidere se il progetto si dovesse o meno sottoporre a procedura di valutazione di impatto ambientale, prima di poter essere autorizzato. Ebbene voglio chiarire che il problema non è la Via in sé, in quanto il progetto aveva tutte le caratteristiche per una valutazione positiva ma, bensì, i tempi della procedura, che sommati ai ritardi già accumulati dalle amministrazioni che precedentemente si erano occupate del progetto, rende impossibile la realizzazione dell'impianto, per la sua non economicità (già ridotta), a causa dei valori, sempre meno incentivanti, del conto energia».
In sede di Conferenza tutte le amministrazioni si sono rese conto della bontà del progetto non opponendosi più alla sua esclusione dalla procedura di Via, eccezion fatta per la Sovrintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Siena e Grosseto, che ha assunto un parere di segno opposto, dando una motivazione che Pavan ritiene sbagliata: «Il progetto insiste su di un'area appositamente individuata, anche dalla Sovrintendenza, come idonea a ospitare impianti fotovoltaici. Ora, però, si afferma che l'impianto, in quanto visibile, potrebbe determinare delle interferenze paesaggistiche. Ciò che in sede di Vas viene giudicato non impattante in sede di Via diviene tale. Evidente l'irragionevolezza che sottende a questa valutazione». Sta di fatto che, con quest'ultima decisione, l'impianto non verrà realizzato. Ieri davanti al Tar Toscana, si è discusso della domanda risarcitoria avanzata da Ns: 10 milioni di euro. «Al di là di quello che sarà il risultato, siamo di fronte a un'altra sconfitta per quell'imprenditoria, sempre più ridotta, che nonostante tutto, investe nel nostro Paese. Stato contro imprenditore e non Stato al fianco dell'imprenditore. È questo il male che rischia di affossare il Paese».
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