Il Tirreno

Grosseto

Contro la sclerosi il bancario si inventa cuoco sopraffino

di Alfredo Faetti
Contro la sclerosi il bancario si inventa cuoco sopraffino

Dai conti ai fornelli per beneficenza: ecco l’ebook con 90 ricette facili. «E pensare che mangiavo solo toast»

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GAVORRANO. “Ricette di un bancario” suona tanto come il manuale d’istruzioni per il perfetto colletto bianco. Un insieme di trucchi già sperimentati su come far firmare contratti a tassi convenienti e aumentare il capitale del proprio istituto. E invece no. Si tratta proprio di farina, zucchero, salvia, carni, cotture a fuoco lento e salsa tula. Sono piatti tradizionali della cucina nostrana ma anche internazionale, reinventati da un trentenne che nella vita fa appunto il bancario. «Ci ho impiegato due anni a scriverlo» racconta Marco Pingitore, l’autore. È un e-book, pubblicato da lui stesso, con novanta ricette facili da preparare, dato che gli ingredienti si possono trovare in qualsiasi supermercato. Un’opera digitale che non ha soltanto l’obiettivo di dare qualche consiglio a chi muove i primi passi davanti ai fornelli, ma anche di aiutare chi ne ha davvero bisogno. L’intero incasso infatti sarà donato all’Aism, associazione italiana sclerosi multipla.

Ma come? Ma i bancari non sono avidi e senza cuore? «Ma va...» sorride Pingitore. Si esorcizzano anche così gli stereotipi, con la buona volontà di un ragazzo che banca e cucina le ha scoperte quasi per caso durante il cammino. Lui infatti a suo tempo è partito da Gavorrano alla volta di Firenze come neo iscritto alla facoltà di filosofia. Aveva passione politica, una valigia piena di idee e una gran voglia di rimboccarsi le maniche. Ma poco dopo il suo arrivo la vita della città gli ha messo di fronte il primo ostacolo. «All’inizio mangiavo solo toast». All’improvviso non c’era più mamma a imbandire la tavola con tortelli, paste, cacciagione e crostate. Non c’erano più i profumi del rosmarino che rosolava sulla carne, neanche la gioia di sedersi al tavolo. All’improvviso c’erano solo i toast. «Non potevo mangiare soltanto quelli, quindi mi sono avvicinato alla cucina». Ed è stato subito amore. «Sono partito dalle ricette maremmane, quelle che conoscevo meglio. Poi pian piano ho allargato a qualsiasi cosa». Perché la cucina non è solo tradizione, ma anche fantasia, curiosità e creatività. Pingitore ha iniziato a giocare con gli ingredienti, a toglierne uno e aggiungerne un altro, scoprendo così che si può fare anche il pesto alla genovese senza basilico. Una volta terminati gli studi, per il gavorranese arriva la seconda scoperta: la banca. Partecipa a un concorso per il Monte dei Paschi, lo vince e diventa consulente finanziario. «In pratica mi occupo dei privati: finanziamenti, conti correnti, carte. Tratto soprattutto con i singoli cittadini». Tipo cerca di rifilargli contratti con clausole senza pietà per prendere più soldi possibili? «No, cerco di aiutarli» sorride di nuovo. No, non è lo stereotipo del bancario, dipinto come lo “spirito del male” dei giorni nostri. Pingitore ha passione e il suo nuovo lavoro lo porta a Prato, terra ricca di opportunità per chi vuole arricchire la propria arte culinaria. C’è il mondo cinese qua, con tutte le sue spezie e i suoi profumi. «Ho usato subito gli ingredienti orientali, scoprendo la sala tula, ad esempio». In questo modo, nel suo libro sono arrivati anche i piatti stranieri, come il cheesecake o il falafel. Perché tra le nuove scoperte, la passione per la filosofia ha sempre trovato il suo posto originale. «L’obiettivo è quello di vedere la globalizzazione non come appiattimento ma come condivisione, anche in cucina» spiega Pingitore, professione bancario. Ma va ancora più a fondo. «È stata anche l’occasione per scoprire molte cose sul cibo, anche l’etimologia. Ad esempio, sa da dove viene il nome “melanzana”?». No. «Sta per “mela poco sana”». Passano così due anni e quello che era iniziato come un gioco diventa realtà. «In tutto sono 141 pagine digitali, con novanta ricette che ripercorrono molti piatti tradizionali, dai tortelli maremmani ai sughi fino ai dolci». “Ricette di un bancario” è facilmente scaricabile su qualsiasi computer o smartphone dalle migliori librerie on line, visitabile anche su Facebook. Non costa neanche 2 euro e oltre alle ottime nozioni per chi muove i primi passi in cucina sono soldi spesi bene. «Sì, il mio traguardo era pubblicarlo e ci sono riuscito. Il lavoro per fortuna ce l’ho. Il ricavato andrà tutto alla ricerca sulla sclerosi multipla». Ma siamo sicuri che non sia un trucco di voi bancari spiriti del male? «Se non la smette non la invito a cena». Cos’ha preparato stasera? «Tortelli burro e salvia». Ok, la smetto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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