Sicurezza
Senza casco e col cellulare, Schettino si fa immortalare come un turista
Il comandante sul relitto della Concordia non rispetta le regole di sicurezza e insieme al suo legale si fa scattare una foto ricordo - LA CRONACA
Francesco Schettino telefona sulla nave senza indossare il casco protettivo: è questa una delle due immagini che ritraggono il comandante sul relitto della Concordia. Nella foto si vede Schettino parlare al telefono quando i cellulari a bordo sono vietati, ed appunto non indossare la protezione, come la normativa sulla sicurezza prevedeva. Sempre durante il sopralluogo sulla nave, riecco Schettino che si fa fotografare insieme al suo legale Domenico Pepe da un’altra persona, cui è stato dato il telefonino da uno dei due (VIDEO). Un'immagine ricordo lugubre, a bordo del relitto che ha causato la morte di 32 persone.

Il sopralluogo sulla nave è durato circa tre ore. Il comandante Francesco Schettino è tornato in porto intorno alle 14,20, e come promesso ha parlato con i giornalisti, in una piccola e burrascosa conferenza stampa accanto al legale Domenico Pepe, in una zona separata da transenne dai giornalisti. È apparso subito teso e nervoso, e per alcuni minuti ha attaccato i cronisti riferendosi alla ressa che in mattinata lo ha circondato mentre lui stava per imbarcarsi.
"Qualsiasi pressione sulle persone - ha detto - credo che vada oltre qualsiasi tipo di espressione civile. Voi state dimostrando un atteggiamento che a chiunque di voi darebbe motivo di nervosismo, è chiaro? Premesso questo, voi per me siete tutti quanti alla pari. Premesso questo, se dopo gentilmente mi fate passare tranquillamente, vi sarei gentilmente grato. Poi, io sulla nave sono andato a dare il mio contributo". Alla domanda se lui rifarebbe l'inchino, ripetuta più volte, lui ha scosso la testa infastidito e non ha risposto.
Durante l'incontro coi giornalisti Francesco Schettino a un certo punto ha sbottato: ''Chi continua a parlare di ordine di abbandono nave e non ci capisce un c...Voi giornalisti dovete documentarvi meglio''. In caso di un incidente navale ''bisogna mitigare - ha detto Schettino - le conseguenze tra l'ordine di abbandono nave e il panico che si crea fra i passeggeri e le persone a bordo un'ordine del genere''. Citando autorità marittime, Schettino ha detto che ''sulla scorta delle esperienze precedenti gli esperti hanno deciso che è possibile il ritorno sicuro a bordo delle navi in base alle condizioni di galleggiabilità e ai tempi minimi di abbandono'' determinati dall'incidente.
"O si sente, o si ascolta o si capisce. Se avete seguito il processo dovete avere chiara la differenza tra cosa è un inchino e un passaggio ravvicinato alla costa''. Anche così, polemizzando con i giornalisti, Francesco Schettino ha risposto alle domande di chi gli chiedeva se, in circostanze analoghe, avrebbe rifatto le stesse cose della sera del 13 gennaio 2012. Non potendo allontanarsi, il comandante è rientrato nei box dell'imbarco e ha atteso che le forze dell'ordine allestissero un corridoio per farlo passare. Quindi, sempre "scortato" dai giornalisti, con il suo avvocato si è allontanato in macchina verso l'alloggio preso in affitto al Giglio.
''C'è chi ha patteggiato ammettendo colpe, io invece ci ho messo la faccia e sto facendo un processo. Prima di dire Schettino è il colpevole o il responsabile, aspettiamo. Gli altri hanno già ammesso le loro colpe'', ha detto Schettino.
''Sulla nave sono andato a dare il mio contributo tecnico ai miei consulenti. Ho dato precise indicazioni che serviranno per l'esito finale delle perizie, che determineranno le varie responsabilità'', ha aggiunto Francesco Schettino. Poco interesse degli abitanti del Giglio per la presenza di Schettino sull'isola. Tuttavia un uomo che si è mischiato al gruppo dei giornalisti che seguivano Schettino, lo ha apostrofato a voce alta: ''Affogati!''. Ma il comandante ha continuato il suo tragitto, circondato dalle forze dell'ordine.
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