Sicurezza
Ernesta compie 106 anni «Mai una sigaretta»
GAVORRANO. «Via, la smetta». La voce squillante Ernesta Chiavacci cerca di fermare il fotografo che continua a scattare. «Tanto non vengo bene». È chiusa nello scialle viola e nella sciarpa verde a...
GAVORRANO. «Via, la smetta». La voce squillante Ernesta Chiavacci cerca di fermare il fotografo che continua a scattare. «Tanto non vengo bene». È chiusa nello scialle viola e nella sciarpa verde a fiori, circondata dai figli. E sorride. «Allora continui», insiste con il fotografo. Le domande si accavallano, la curiosità è tanta e lo spirito della signora è fortissimo. Su tutti, comunque, il dubbio che subito viene alla mente è: qual è il segreto? «Salute e carattere» risponde fulminea Ernesta, che oggi spegnerà ben centosei candeline. Una vita attraverso due secoli, guerre, amori, gioie e dolori. «Oggi guardo la televisione: sento poco così mi sono comparata delle cuffie e con quelle riesco a seguire tutti i programmi. L’altra sera ho visto San Remo: non mi è piaciuto per niente». Nel 2008, per i suoi cent’anni, la invitarono anche alle scuole elementari di Bagno di Gavorrano. «C’erano i bambini che mi chiedevano un sacco di cose – racconta – E alla fine mi diedero un cappello da laurea, visto che non ho potuto studiare». La seconda domanda che viene in mente infatti è: qual è il suo ricordo più forte? «Il fatto di non essere potuta andare a scuola – dice Ernesta – A scuola ci andò mio fratello, che doveva divenire il “capoccia” della famiglia. Era così per le donne. Mio padre m’iscrisse solo quando iniziò a nevicare, tanto non potevo andare nei campi. Poi quando la neve si sciolse mi mandò di nuovo al lavoro». La storia inizia agli arbori del ‘900 e già ad otto anni conosce il morso della fatica, accudendo le pecore di suo padre, a Fiorenzuola, vicino Firenze. Mentre è nei campi, comunque, impara a leggere e scrivere grazie all’abecedario che sfoglia nei campi. Lavora sodo Ernesta, fino al 1929, quando si trasferisce a Gavorrano e inizia a fare la mamma. Com’era Gavorrano a quel tempo? «Bagno non esisteva – racconta – E c’era ben poco dopo la guerra». Già, la guerra: come l’ha vissuta? «Scappammo dai bombardamenti, lasciando tutto a casa e rifugiandoci a Pozzoli: Ci siamo rimasti venti giorni, dormendo sulla paglia». Si era da poco sposata con Amerigo Galeotti (un minatore, scomparso anni fa), con cui ha avuto Marcello, Velia e Renzo. «Ma non me ne ha fatte abbastanza?» chiede Ernesta al fotografo. Oggi a casa Chiavacci è attesa anche il sindaco Elisabetta Iacomelli per festeggiare il compleanno. Le piace la politica? «Certo, seguo Ballarò e Piazza Pulita». E chi le piace dei politici? «Non mi piace Berlusconi: un tedesco disse che al potere deve sempre andare un uomo povero. E io sono d’accordo». Così, tra televisione e ricordi, Ernesta si prepara sorridente a superare i 106 anni. «Salute e coraggio: io non ho mai fumato una sigaretta e non mi sono mai abbattuta di fronte alle difficoltà» ribadisce. «E lei, ha finito di fare le foto? Sì? Sono venuta bene?». (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
