Il dolore
Innocenti, Rossi, Carpani... «Ecco chi ora deve pagare»
ROCCASTRADA. Ecco chi sono gli enti, gli amministratori e i funzionari chiamati in causa dalla Ns. Prima di tutto la Regione Toscana. Nel ricorso al Tar che verrà discusso il 27 febbraio si chiede...
ROCCASTRADA. Ecco chi sono gli enti, gli amministratori e i funzionari chiamati in causa dalla Ns. Prima di tutto la Regione Toscana. Nel ricorso al Tar che verrà discusso il 27 febbraio si chiede _ oltre all’annullamento del provvedimento (del settembre 2013 firmato dalla dottoressa Paola Garvin) che obbliga la Ns alla Via _ la condanna al pagamento di un congruo risarcimento del governatore Enrico Rossi in qualità di legale rappresentante pro tempore dell’ente. Poi la Provincia di Grosseto, il Comune di Roccastrada (nelle figure del sindaco Giancarlo Innocenti, degli assessori Riccardo Borri e Francesco Limatola, del dirigente Gilberto Nelli), infine la Sovrintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Siena e Grosseto (l’architetto Emanuela Carpani).
In Comune, a Roccastrada, la lettera con la richiesta di risarcimento risulta protocollata il 9 dicembre 2013. «Siamo tranquilli _ commentano dal municipio _ nessuno qui ha mai fatto ostruzionismo. Questo tipo di impianti è soggetto a Verifica di assoggettabilità a Via (di competenza regionale) e a un’Autorizzazione unica di competenza provinciale. Il Comune ha dato parere favorevole in sede di Verifica di assoggettabilità a Via di competenza regionale (il cui decreto finale è l’atto impugnato davanti al Tar e firmato dalla Garvin), mentre per quando riguarda l’iter della variante che la Ns aveva chiesto a suo tempo _ dopo che sono intervenute le nuove norme statali e regionali che l’hanno resa superata _ la previsione dell’area destinata a grandi impianti fotovoltaici è stata comunque inserita dalla Regione nel Piano energetico».
Per la cronaca il Comune di Roccastrada, già due anni fa, aveva detto ciò che poi era stato confermato dal Consiglio di Stato, e cioè che il progetto della Ns non doveva andare in Valutazione di impatto ambientale. Nel percorso di verifica di assoggettabilità la società aveva prodotto infatti un’adeguata documentazione che chiariva gli effetti sull’ambiente e le misure per mitigarli. Ovviamente le competenze di amministratori e dirigenti di Roccastrada, nel procedimento regionale, erano e rimasero limitate, tant’è che la Regione decise poi diversamente, chiedendo la Via. Da qui i ricorsi della Ns, prima al Tar (bocciato), poi al Consiglio di Stato (accolto). E proprio in esecuzione dell’ordinanza del Consiglio di Stato n° 574/2013, la Regione fu costretta a riaprire la conferenza sul progetto di realizzazione dell’impianto solare fotovoltaico denominato Collelungo. A settembre 2013 la Regione, su input della Soprintendenza (che ha competenze più ampie), confermò però la scelta di andare a Via, una decisione penalizzante per Ns ma di estrema tutela per il territorio. Da qui la richiesta danni. (g.b.)
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