Il Tirreno

Grosseto

Orti sociali gratis: 7 anni senza risposta

di Francesca Gori
Orti sociali gratis: 7 anni senza risposta

Terreni in regalo al Comune e richieste di varianti urbanistiche. La rabbia di un imprenditore stritolato dalla burocrazia

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ROCCASTRADA. Non c’è pace a Roccastrada, dove la Casa dell’amore è ormai un lontano ricordo del quale sorridere e dove ancora oggi il progetto di trasformazione in una Rsa è fermo al palo. Da due anni, Massimo Roghi, proprietario dell’immobile, ha chiesto una variazione al Regolamento urbanistico. «Di tutte le domande che ho presentato - spiega Roghi - non ne è stata approvata nemmeno una. In questo modo però non si rilancia l’economia, il mondo si ferma e non si crea nemmeno occupazione».

È uno sfogo quello di Roghi che investe tutti i fogli che ha in mano. In tre anni e otto mesi il Comune non ha ancora risposto alla sua richiesta di applicazione della sanzione amministrativa al posto della demolizione per quattro villette ai Laschi. «Questo è il primo capitolo della vicenda - aggiunge - Due anni e mezzo fa ho presentato una richiesta di variante al piano di Recupero per un agriturismo che avrebbe creato posti di lavoro». Ma dall’amministrazione, ancora non è arrivato, a detta dell’imprenditore, nessuna risposta. Stessa storia per quella che era stata la grande novità della Maremma: la casa dell’amore, dove si praticavano scambi di coppia e giochi erotici. L’idea di Roghi, una volta naufragato quel progetto, era quella di creare una Rsa. «Questo era tra l’altro il progetto originario che però non è mai decollato - dice - una struttura in quel modo darebbe lavoro a una cinquantina di persone». E nella zona, c’è fame di lavoro. «Ogni volta che mi rivolgo al comune è sempre la stessa storia - dice - io sono fiducioso nell’amministrazione, ma i tempi e la burocrazia di quella di Roccastrada sono terribili. Sarebbe necessario che esistessero degli enti di controllo per le amministrazioni, per vedere che tipo di valutazione fanno in base alle richieste dei cittadini». Perché non ci sono soltanto gli immobili da convertire, nelle carte di roghi. C’è anche il caso esemplare di come la burocrazia, certe volte, non sembra fare bene ai cittadini. «Sette anni fa avevo deciso di donare all’amministrazione seimila ettari di terreno per farci gli orti sociali - spiega - un servizio che sarebbe servito alle persone che abitano nella zona, agli anziani soprattutto. Insomma, qualcosa di utile». Ma anche in questo caso, nessuno si è fatto avanti. «Servirebbero dei regolamenti interni che diano una spinta a queste situazioni - aggiunge - io con il sindaco Farnetani ci ho parlato anche una ventina di giorni fa. Non è mica colpa sua. Sono le regole che ci sono che non permettono lo sviluppo, nemmeno quello economico. Alla fine tutte queste cose e questi progetti resteranno fermi, lì dove sono. E a farne le spese saranno gli abitanti della zona che avrebbero anche potuto avere alcuni servizi in più e devono invece rivolgersi altrove». Un agriturismo, una casa per anziani, gli orti sociali. Roghi la sua disponibilità l’ha data anni fa. Ma ancora oggi è lì che aspetta le risposte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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