Sicurezza
Muore senza sapere che fine ha fatto sua figlia
Un tumore ha portato via Marisa Chellini, la mamma di Francesca Benetti Aveva scritto a Bilella: «Fammi sapere dov’è e rinuncio alla parte civile»
GROSSETO. La parola tumore scritta su un referto medico l’aveva cancellata dalla sua mente il giorno in cui è stata chiamata dai carabinieri che l’avvertivano che sua figlia Francesca era scomparsa. Ieri, il suo cuore si è fermato prima che potesse sapere la verità sulla sorte dell’ex insegnante di educazione fisica scomparsa dalla sua villa di Potassa il 4 novembre scorso. È un filo che lega il lato oscuro della vita quello che si è spezzato ieri a Valdagno, dove Marisa Chellini, pittrice, si è spenta a 82 anni. Un filo che sembra legare, nella morte, madre e figlia, nonostante che il corpo di Francesca Benetti non sia più stato trovato.
Negli ultimi mesi, mamma Marisa aveva più volte lanciato appelli per sapere quale fosse stato il destino di quella figlia che aveva preferito alla valle dell’Agno il sole di Follonica e il sorriso di chi vive nel golfo.
«Alla signora Marisa Chellini era stato diagnosticato un tumore al pancreas e - spiega l'avvocato della famiglia Benetti, Agron Xhanaij - ha affrontato quasi in silenzio la malattia che sapeva l'avrebbe consumata in poco tempo. Anche per questo la donna aveva scritto una lettera all'unico indagato per la scomparsa della figlia, Antonio Bilella, chiedendogli di rivelare dove si trova il corpo di Francesca. In cambio non si sarebbe costituita parte civile nei suoi confronti».
A quella lettera e ai tanti appelli disperati lanciati dall’anziana, non è mai seguita una risposta. Nessuna rivelazione, nessuna indicazione ha mai penetrato l’abbraccio di dolore che ormai le si era stretto intorno alla vita. Per questo, il figlio Alessandro Benetti, fratello di Francesca si costituirà parte civile anche in nome della madre e testimonierà il dolore di una donna che ha visto gli ultimi istanti della propria vita sfumarsi giorno dopo giorno in attesa di una telefonata che potesse comunicarle il ritrovamento del corpo della figlia.
«Non credo fino in fondo a quello che è successo. Io spero ancora di trovarla viva. Vivo nell’incubo, sono aggrappata a ogni telefonata che mi dia notizie - aveva detto qualche mese fa Marisa - Giorni fa ero scesa in Maremma, con mio figlio e i miei nipoti. Sono pronta a tornare non appena me lo chiedono». In Maremma però, dove probabilmente è nascosto il corpo della cinquantacinquenne che amava ballare al ritmo del sound latino, mamma Marisa non è potuta tornare. Ha sofferto in silenzio il suo male, quello fisico, quello incurabile risparmiando le forze del lamento per chiedere di sapere cosa fosse successo a sua figlia. Il giorno in cui la vita della donna è stata sconvolta dalla tragedia della scomparsa di sua figlia ha cancellato anche quella parola, incurabile, che era stata scritta nei referti medici. Ne aveva fatto cenno. Sapeva che prima o poi la morte l’avrebbe chiamata a sé e sperava con tutto il cuore di potersene andare con sua figlia Francesca accanto. Immaginava il suo letto di morte con i suoi figli a tenerle la mano. Alessandro c’era. Ma quello che è successo a Francesca, Marisa, ora, non lo potrà più sapere.
@francegori
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
