Il Tirreno

Grosseto

«La nostra domenica? A pulire i parchi»

di Maurizio Bernardini
«La nostra domenica? A pulire i parchi»

Nuova iniziativa di privati cittadini, stanchi del degrado, che si prendono la briga di togliere i rifiuti dai giardinetti

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GROSSETO. Sudiciume e cattiva gestione del verde pubblico? Altro che chiacchiere: l’artista grossetano Paolo Tenerini e Vanessa Spreghini hanno deciso di rimboccarsi le maniche. Domenica scorsa non sono stati a casa a vedere la tivù e neppure al mare per una passeggiata. Non sono rimasti a “spippolettare” su Facebook. Qualche ora del loro tempo l’hanno impiegata a ripulire i parchi delle vie Luca Signorelli e Coclite. Cosa che dovrebbero fare altri. Ma quando il Comune (o chi per lui) non arriva, c’è chi si muove. Non è la prima volta in città che dei privati si rimboccano le maniche per pulire spazi pubblici (ad ottobre il gruppo “Straight to the point”, dritti alla mèta, ripulì il bastione della Cavallerizza) e forse non sarà l’ultima.

Quei due parchi incarnano situazioni di degrado che la coppia aveva da tempo segnalato (invano) all’amministrazione. «Il parco di via Luca Signorelli – racconta Tenerini – era in condizioni impresentabili. Cestini stracolmi e sudiciume appeso agli alberi componevano uno spettacolo surreale». Stesso discorso per via Coclite, pulita una settimana fa dal Comune e subito tornata in condizioni pietose. Colpa dei soliti sudicioni e di cestini non svuotati con regolarità.

«Armati di guanti e sacchi – spiega Tenerini – siamo andati nei due parchi e abbiamo iniziato a pulire. Era così tanto tempo che non veniva rimosso il sudiciume che abbiamo trovato vermi nei cestini».

Ma quanto tempo c’è voluto alla coppia per tirare a lucido le due zone abbandonate al degrado? «In un paio d’ore abbiamo fatto il parco di via Luca Signorelli, poi siamo andati in via Coclite per altre due ore».

Occhio però: l’azione dei due, come ricorda la stessa Spreghini, è una mossa «simbolica per far vedere che si può raccattare da terra la sporcizia e svuotare i secchi, ma non vuole essere un invito a fare giustizia civile smisurata, tipo tagliare l’erba o sistemare cose strutturali: sono necessarie autorizzazioni e nessun cittadino deve prendersi la briga di farlo di sua iniziativa, rischiando multe. Si può però pulire come fosse casa nostra, raccogliere come fosse casa nostra e denunciare il degrado perché la città è casa nostra». Il segnale è importante: «Vogliamo bene a Grosseto e ci piacerebbe tornasse a essere il salottino come merita. Non c’è giustificazione a un degrado così».

Tenerini va oltre e chiede di conoscere i nomi e cognomi di chi è preposto a tenere pulito. «La gente è stufa e ha il diritto di sapere come vengono spesi i soldi pubblici. Ci piacerebbe la nostra iniziative fosse “virale”». Le zone da “trattare” ci sono, come all’ex distributore di viale Sonnino o il parco di via Ansedonia: «Ci siamo passati un paio di giorni fa e ci sono cadute le braccia. Lì è pieno di bottiglie di vetro e siringhe. Chiederemo rinforzi e ci andremo. Siamo oltre la lamentela, oltre le polemiche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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