Il giudice dà torto a Telecom «Non ha fornito i tabulati»
GROSSETO. «Telecom Italia spa non ha fornito in giudizio prova alcuna del fondamento del proprio credito con l’esibizione dei tabulati telefonici in proprio possesso dai quali si sarebbe potuto...
GROSSETO. «Telecom Italia spa non ha fornito in giudizio prova alcuna del fondamento del proprio credito con l’esibizione dei tabulati telefonici in proprio possesso dai quali si sarebbe potuto evidenziare analiticamente le modalità del servizio fornito all’attore».
È questo il passaggio principale delle motivazioni con le quali il giudice di pace Vincenzo Colantuoni Romagnoli ha respinto la domanda di Telecom nei confronti di una ditta maremmana a proposito di note di credito per un contratto di telefonia mobile mai scalate sulle successive fatture, benché richieste, né restituite in altro modo al cliente, che non aveva pagato tali fatture contestandole. La ditta aveva ottenuto un decreto ingiuntivo per tali somme ma Telecom non solo non aveva rimborsato ma si era opposta al decreto, sostenendo che quel credito era insussistente e chiedendo la revoca del decreto ingiuntivo. In ballo c’erano alcune centinaia di euro: 612,57 per la precisione, per il periodo 2010-2011, risultanti da tre fatture negative. Respinta anche l’eccezione di compensazione del credito per una fattura del 2009.
A rendere nota la vicenda è Confconsumatori, che con l’avvocato Sara Serritiello aveva seguito la ditta grossetana davanti al giudice di pace. «Purtroppo questo modo di operare da parte dei gestori di telefonia è ormai diffuso - commenta l'avvocato Serritiello - si assiste continuamente all'emissione di fatture di rilevante entità, le cui voci contenute, oltre a essere incomprensibili, spesso non corrispondono a piano tariffario prescelto. E' grave che in caso di contestazioni di fatture, le società telefoniche rispondano genericamente "che è tutto regolare" senza aver provato che ciò sia vero». «E' per tali ragioni - continua l' avvocato Sara Serritiello - che il cittadino si ritrova obbligato ad adire le vie legali per il riconoscimento di diritti, ragione per la quale gli sportelli della Confconsumatori di Grosseto continuano a riscontrare vicende simili e comportamenti scorretti da parte dei gestori della telefonia che non rimangono però senza voce».
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