Il Tirreno

Grosseto

Contributi e indennizzi La Regione dà il via libera

di Fiora Bonelli
Contributi e indennizzi La Regione dà il via libera

Presentato un piano di interventi da 4-5 milioni: sostegno alla difesa delle greggi, cattura dei cani vaganti, risarcimenti del danno diretto e indiretto agli allevatori

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FIRENZE. Lupi, cani randagi, ibridi: la regione Toscana vara un piano strategico di intervento da quattro - cinque milioni di euro.

La problematica, caldissima ormai,da qualche anno, è stata oggetto di una comunicazione di giunta, ieri pomeriggio, dove è stato chiaro che il caso si vuole affrontare in modo strutturato e non liquidarlo con uno spot e con misure soltanto temporanee.

Lo dimostra il coinvolgimento di tre assessori: all’ambiente, Anna Rita Bramerini, alla sanità, Luigi Marroni e all’agricoltura e foreste, Gianni Salvadori, con misure che afferiscono ai tre assessorati e li coinvolgono anche dal punto di vista finanziario per un importo, come detto, superiore ai quattro milioni di euro.

Lo scenario e i dati sul monitoraggio del lupo in Toscana sono stati illustrati dall’assessore Salvadori ed è emersa la criticità evidente per le province di Grosseto, Arezzo e Firenze, dove già erano state attivate specifiche azioni per la mitigazione del fenomeno.

Le azioni già individuate, anche grazie agli incontri che nelle scorse settimane hanno visto la presenza degli enti locali interessati, delle associazioni agricole e di quelle ambientaliste e animaliste (e che mettono insieme le varie competenze regionali in materia), si rivolgono alla problematica degli animali e degli allevatori.

Controllo di lupi e ibridi. Tre le azioni principali dirette a intervenire sugli animali: promuovere l’iscrizione di tutti i cani all'anagrafe canina, con campagne di sensibilizzazione; promuovere la cattura sul territorio dei cani vaganti e degli ibridi e garantirne la custodia in canili, previa sterilizzazione; intensificazione dei controlli sul territorio per l’applicazione della normativa.

Difese e indennizzi ai pastori. A favore dei pastori arrivano contributi per le iniziative di difesa attiva e passiva degli allevamenti (recinzioni, stalle, sistemi di allarme e videosorveglianza, cani da guardiania addestrati). E poi l’atteso indennizzo: diretto ( danni alla zootecnia, e indiretto (perdita produzione di latte e carne, aborti). Quest’ultimo non potrà superare l’importo pari al triplo del danno diretto, che dovrà essere accertato da un veterinario Asl e a seguito di una dichiarazione attestante il rispetto delle norme di polizia veterinaria e l’adozione di adeguate misure di prevenzione. Inoltre si prevedono misure di sostegno del pascolo gestito per incentivare buone modalità di pascolamento supportate da tecnici specializzati direttamente in azienda. Ancora, si potranno smaltire le carcasse nei cosiddetti cimiteri aziendali; altrimenti si procederà con il contributo pubblico per la copertura dei costi di stoccaggio, trasporto e smaltimento negli impianti autorizzati.

Comitato di coordinamento. Per coordinare gli interventi sarà creato un apposito Comitato scientifico, con il compito di supportare e coordinare le azioni che la Regione attiverà sul territorio. Per affrontare le problematiche lupo e ibridi, la Regione si avvarrà, fra gli altri, del professor Marco Apollonio, ordinario di zoologia all’Università di Sassari, e il professor Luigi Boitani, ordinario all’Università La Sapienza di Roma, che si sono già occupati della problematica in Toscana. Sarà coinvolto anche l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Regioni Lazio e Toscana (Izslt).

Obiettivo rapidità. «La Regione vuole stilare un protocollo con tutti gli attori interessati, partendo in particolare dai tre territori colpiti di più, per essere in grado di attivare misure da subito», spiega l’assessore Anna Rita Bramerini. «Lavoriamo per l’individuazione con il Ministero dell’ambiente e Ispra di indirizzi - linee guida per l’individuazione degli esemplari di ibridi e per le metodiche di prevenzione del fenomeno e cattura degli esemplari. Ci preme, comunque, che la nostra azione risulti strutturata e non temporanea».

Nuovo incontro a Firenze per il 27 febbraio con le associazioni agricole, ambientaliste, animaliste, l’Anci, l’Uncem, l’Upi e le Asl interessate.

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