Clinica delle tartarughe Così rinasce l’acquario
GROSSETO. La troniera degli Arcieri è ripulita. Alle pareti, imbiancate, sono appese fotografie scattate sott’acqua, le vasche con i pesci non ci sono più, le murene e gli altri animali marini che vi...
GROSSETO. La troniera degli Arcieri è ripulita. Alle pareti, imbiancate, sono appese fotografie scattate sott’acqua, le vasche con i pesci non ci sono più, le murene e gli altri animali marini che vi si trovavano sono stati dati in consegna all’acquario di Porto Santo Stefano.
Così l’acquario grossetano riapre al pubblico, ma con una veste e una funzione diversa da quella che aveva sempre avuto. Con la convenzione firmata ieri tra il Comune e il Club subacqueo grossetano, l’acquario comunale rinasce come centro di primo soccorso e cura delle specie marine, a partire dalle tartarughe Caretta caretta. Ce ne sono tre, in cura in questo momento: una è arrivata giovedì scorso _ spiega l’ecologa dell’acquario, Luana Papetti _ e pare che queste tre, a differenza di molte delle altre (circa 200) curate nel corso degli anni, non abbiano particolari problemi.
Come le altre, anche queste sono finite nelle reti dei pescatori, e proprio grazie alla collaborazione tra i pescatori e i volontari dell’acquario, sono state salvate e potranno tornare libere, in mare.
L’acquario di Grosseto si specializza sempre più, dunque, forte dei risultato ottenuti fino a oggi e nella speranza che quella schiusa di uova di Caretta caretta registrata lo scorso autunno sulla spiaggia di Scarlino non sia solo un caso, per quanto il fatto in sé sia del tutto anomalo.
L’impegno degli esperti dell’acquario sarà anche quello di monitorare la costa nel periodo delle nidificazioni, tra maggio e agosto, e sorvegliare gli eventuali nidi affinché non corrano pericoli nel pieno della stagione balneare.
Non solo cura di animali in difficoltà o feriti, dunque, ma un lavoro scientifico a tutto tondo che comprende anche la didattica e la divulgazione. Il Club subacqueo grossetano, infatti, dovrà anche assicurare l’apertura dell’acquario al pubblico, la consulenza e l’assistenza ai visitatori. Sono previste _ ha detto l’assessore alla cultura Giovanna Stellini _visite guidate per le scuole, ma l’acquario sarà anche uno spazio aperto ai turisti, per far conoscere loro le specie marine che abitano il mare grossetano e, in particolare, ovviamente, la Caretta caretta. Si parte, per ora, con poche vasche per accogliere fino a 6 esemplari contemporaneamente, ma i progetti, per far crescere il centro e farne un punto di riferimento per il settore ci sono.
Intanto, per il sindaco Emilio Bonifazi, la soddisfazione di avere recuperato uno spazio, quello dell’acquario comunale, dedicato alle attività di educazione e di divulgazione scientifica e «che _ dice Bonifazi _ soprattutto è un altro spazio del nostro più prezioso monumento, le Mura medicee, che stiamo cercando di riqualificare in ogni angolo, con idee e iniziative di diversa natura».
Enrico Pizzi
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