Il Tirreno

Grosseto

«Un market dentro al bar Così prendo a calci la crisi»

di Paolo Mastracca
«Un market dentro al bar Così prendo a calci la crisi»

Simona Stefani, titolare dell’Antica Soana a Sovana, temeva di dover chiudere Così si è inventata un bazar. «Il locale va bene e la gente ha un servizio in più»

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SOVANA. Si può dare un calcio alla crisi trasformandola in una risorsa? Facile a dirlo, più complicato a farlo. Eppure da Sovana arriva una storia emblematica che può rappresentare un bello spunto per chi soffre i morsi della crisi. Protagonista è una giovane ragazza, Simona Stefani, che tra le sue qualità annovera un discreto spirito imprenditoriale, entusiasmo da vendere e un amore incrollabile per la propria terra.

La storia ha inizio il 20 aprile 1997, giorno in cui Simona rileva l’attività del Bar L’Antica Soana, di proprietà della famiglia Merli. Il locale venne aperto nel dopoguerra da Osvaldo Merli con la licenza del bar, ristorante e tabacchi, profumeria, cartoleria, libri e giornali.

Simona si appassiona immediatamente al lavoro, la fatica viene compensata dalla soddisfazione di vedere il locale diventare una sua creatura. Tutto fila liscio nella gestione fino a quando non arriva la crisi e tutte le sue conseguenze. «Incertezza sul futuro, incassi che crollano. Comincia a maturare l’idea di lasciar perdere, vendere e andar via. Però dopo tanti anni quel lavoro è diventato parte della tua vita, non è facile decidere», dice Simona.

Simona riflette a lungo, è combattuta, finché un giorno pensa: «Se non riesci a uscire dal tunnel, allora arredalo». Può sembrare una frase banale eppure da questo concetto è partito lo spunto per allestire in una parte del locale un piccolo bazar. «Ho iniziato quasi per gioco – racconta Simona – prima ho messo alcuni scaffali con qualche prodotto. Con il passare dei giorni le persone hanno apprezzato l’idea di poter trovare anche a Sovana ciò che in paese manca da tempo. Qualcuno mi ha portato i detersivi vuoti per far vedere cosa gli occorreva, altri mi hanno suggerito i prodotti che usavano e dovevano andare a comprarli lontano da Sovana. Così giorno dopo giorno il bazar ha preso forma, è diventato un autentico servizio alla piccola comunità (gli abitanti sono poco più di 400, ndc)».

Simona è entusiasta di ciò che ha costruito. «Sono riuscita a coniugare la mia esigenza di combattere la crisi con la soddisfazione di offrire un reale servizio ai sovanesi. Mi sento gratificata di poter esser utile a persone che, senza il mio bazar, avrebbero dovuto continuare a spostarsi o chiedere il favore a terzi. E invece adesso Sovana offre anche questo servizio».

Una storia che racchiude anche una morale di cui far tesoro e che la protagonista riassume così: «Nella vita ci vuole coraggio. Anche nei momenti difficili bisogna sempre mettersi in gioco e talvolta per cambiare le cose basta poco, anche un’idea magari banale, ricordandosi che se uno vede nero la luce è dietro l’angolo».

Simona parla anche di un altro aspetto: «Come in tutte le cose della vita anche nel mio caso c’è chi critica. Io credo che anche questo faccia parte del gioco, per cui rifletto e medito sulle critiche e se hanno un fondamento cerco subito di rimediare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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