Lutto
Tre colpi dal fioraio in poco tempo «Così non si lavora»
FOLLONICA. «I ladri si sono affezionati a me»: terzo furto in un negozio di fiori del centro follonichese nel giro di qualche settimana. L'imprenditrice proprietaria dell'attività di via Bicocchi ci...
FOLLONICA. «I ladri si sono affezionati a me»: terzo furto in un negozio di fiori del centro follonichese nel giro di qualche settimana. L'imprenditrice proprietaria dell'attività di via Bicocchi ci scherza su, oramai rassegnata forse a trovare la mattina la porta del suo negozio socchiusa e la cassa aperta. «Ma poi non capisco che cosa sperano di trovare in un negozio di fiori, tra l'altro io non ci tengo più nulla né dentro il cassetto del denaro, né sugli scaffali, o per lo meno non oggetti preziosi come computer o altro ancora, e infatti anche venerdì notte non hanno trovato nulla se non pochi spiccioli», racconta la proprietaria. La porta era chiusa con un lucchetto che è stato rotto con un piede di porco: una volta entrati i ladri sono andati diretti alla cassa ma li hanno trovato un bottino magro. «Hanno portato via i pochi spiccioli che avevo come fondo cassa, ma pochi euro veramente», racconta la giovane imprenditrice. Proprio come le altre due volte i malviventi si sono accontentati di poco: durante il primo furto accaduto alla fine del 2013 avevano rubato un computer portatile datato, quindi di scarso valore, e trenta euro sempre di fondo cassa. A dicembre invece si sono dovuti accontentare del bussolotto per la raccolta di offerte per i cani randagi di Follonica: pochi centesimi, eppure forse per la rabbia di non aver trovato nulla di che, hanno portato via pure le donazioni. «L'altra volta quando ho visto la porta aperta ho pensato che dentro ci fosse mio padre che ha le chiavi del negozio – racconta la commerciante – Stavolta invece ho capito subito che erano entrati i ladri nella notte, oramai ci sono abituata purtroppo: meno male che non hanno neppure stavolta rovinato nulla». Il negozio dà su una delle arterie principali di Follonica e quindi il tempo a disposizione dei malviventi è poco, perché comunque da quella via passano sempre delle auto. Attaccarsi a pochi spiccioli o ad un apparecchio di scarso valore è sintomo di disperazione, o almeno così la pensa chi è rimasta vittima dei tre furti. (p.v.)
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