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ROCCALBEGNA. Chiusa al traffico, sabato pomeriggio dall’amministrazione provinciale, la strada provinciale 160 al chilometro 47, all’altezza del ponte sull’Armancione. La potenza della frana di...
ROCCALBEGNA. Chiusa al traffico, sabato pomeriggio dall’amministrazione provinciale, la strada provinciale 160 al chilometro 47, all’altezza del ponte sull’Armancione. La potenza della frana di Roccalbegna che da giorni si sta riversando nell’alveo del torrente ha dunque vinto e ha sfidato la tenuta del ponte che attraversa la strada.
La marea di fango e detriti contro la quale hanno combattuto giorno e notte mezzi e uomini, fin da sabato mattina ha continuato ad allargare il fronte e alzarsi di diversi metri. L’escavatore dell’Osa Albegna non è stato più in grado di tenere dietro al ritmo della colata che spingeva la spalletta del ponte ed era addirittura insicuro lavorare in quelle condizioni. «Il corpo di frana si è alzato ed esteso fin da venerdì - spiega il sindaco Massimo Galli - che fino al pomeriggio di sabato ha voluto comunque resistere. Abbiamo tentato l’inverosimile per evitare la chiusura dell’unica via di comunicazione fra le due parti del comune di Roccalbegna. Ma alla fine abbiamo dovuto cedere all’impeto della natura». La decisione di chiudere la strada 160 è stata presa fra le 16 e le 17 di ieri. I mezzi si sono fermati e le spallette del ponte smontate, per dare modo al fango di scendere lungo l’alveo del fiume. Per cercare di dirigere il corso della cascata di melma sono stati messi blocchi di cemento laterali. Adesso su quel ponte è impossibile transitare ed è impossibile anche un passaggio pedonale come il sindaco sperava. Ma cosa comporta per Roccalbegna questa chiusura e quali le emergenze? Il comune viene diviso in due: da un lato restano Roccalbegna e Triana e dall’altra Santa Caterina, Cana e Vallerona. Borghi a distanza di pochi chilometri e che adesso non si sa bene come potranno sostenere il gap. Il sindaco già da giorni cerca di assicurare una comunicazione anche minima con una piccola strada consortile che attraversa l’Armancione a valle e che collega Roccalbegna (Porta di Maremma) a Saloni, vicino a Santa Caterina. Una bretella a cui è stato fornito un guado, ma dove a mala pena passa una piccola automobile: «Adesso che l’Osa Albegna ha abbandonato i lavori del ponte, chiederò al consorzio di intervenire subito qui per assicurare un passaggio per i privati. Certo è che non vi passano né mezzi pesanti, né bus, né scuolabus, né 118». La situazione, dunque, si fa dura per i pendolari e gli studenti, sia quelli che adoperano il pullman per frequentare il superiore, sia per i ragazzi che usano lo scuolabus: «I ragazzi di Cana, Vallerona e Santa Caterina - spiega Galli - vengono a Roccalbegna a scuola. Due o tre chilometri. Adesso o i genitori li accompagnano usando la strada delle Bandite, altrimenti non so come fare. Perché per arrivare da Santa Caterina a Roccalbegna bisognerà fare un giro lunghissimo, da Grosseto e poi in Amiata. Poi ci sono i bambini che da Roccalbegna vanno all’asilo a Vallerona e il discorso è uguale. Ci sono studenti del superiore di Cana che devono andare a Santa Fiora. O qualcuno di Roccalbegna a Grosseto. Un macello». Il sindaco Galli specifica che adesso la situazione è davvero tragica, anche per le aziende: «Ad esempio i mezzi grandi del caseificio che servono per andare a prendere il latte nei poderi saranno costretti a giri infernali. Per il 118 l’unica via di uscita è far appoggiare Cana, Vallerona e Santa Caterina a Grosseto e invece Roccalbegna e Triana a Castel del Piano». Impossibile, al momento, sapere i tempi di soluzione: «I tecnici hanno lavorato fino all’ultimo per evitare la chiusura della strada e la situazione è complessa e i tempi di soluzione lunghi», spiega Leonardo Marras, che garantisce un concreto supporto al Comune nei servizi e nei trasporti e alle imprese della zona che rischiano di veder aggravati i costi delle loro attività.
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