Attenzione
L’affondo di Fedeli sulla scelta dei candidati del Pd
MASSA MARITTIMA. Luciano Fedeli si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «Nessuna discussione interna al partito rispetto alle candidature» spiega, parlando anche dei «giudizi espressi nei confronti...
MASSA MARITTIMA. Luciano Fedeli si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «Nessuna discussione interna al partito rispetto alle candidature» spiega, parlando anche dei «giudizi espressi nei confronti delle persone, tutti interni al Pd, che hanno formalizzato nel direttivo dell’unione del 24 gennaio la propria disponibilità alle primarie non portano a nulla». Anche lui si era proposto in quel famoso direttivo, per poi fare un passo indietro. E oggi, spiega, sostiene Sandro Poli. «Dobbiamo dare una spinta innovativa anche alla nostra città e non arroccarsi a difesa del nulla ma mettersi a disposizione per ricostruire prima di tutto partecipazione, politica e dare progetti per il futuro della nostra comunità». Una spinta che secondo Fedeli non ha l’altro candidato, Marcello Giuntini. «La sua oltre che scelta personale è una candidatura frutto soprattutto di un percorso guidato all’esterno degli organi di partito – dice - Credo che se si vuole dare un segno di discontinuità bisogna intervenire con determinazione per interrompere un meccanismo perverso basato solo su equilibri tra forze politiche e mera ed esclusiva ricerca di consenso in termini di voti, per dare un segnale chiaro di cambiamento e prospettiva al nostro comune anche con persone nuove». Non solo. Fedeli ha dei dubbi su Giuntini anche perché «nel partito non vi mai è stato confronto aperto né sulla sua scelta di dimissioni da Montieri né sulla sua candidatura». (a.f.)
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