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Ambientalisti, no a Terrarossa

Ambientalisti, no a Terrarossa

Inviate le osservazioni in Regione. Si chiede il ritiro della variante

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PORTO SANTO STEFANO. Molto presto il percorso burocratico ma anche politico della Variante Terrarossa - Golf entrerà nel vivo. Tra le 13 osservazioni presentate non poteva mancare – dato l’argomento – quella della Rete dei comitati per la difesa del territorio, formata da Legambiente, Wwf, Comitato per la bellezza, Comitato Terra di Maremma.

Il documento è stato inviato, oltre che al sindaco del Comune di Monte Argentario Arturo Cerulli, anche al presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras, all’assessore provinciale Marco Sabatini, al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, all’assessore regionale Anna Marson. I firmatari sono Alberto Asor Rosa, Angelo Gentili, Angelo Properzi, Vittorio Emiliani, Vezio De Lucia, Gianni Mattioli, firmatari dell’osservazione. Le operazioni che si intendono “legittimare” attraverso le varianti al piano strutturale e al regolamento urbanistico sono costituite da 37.000 metri cubi di nuove volumetrie, l’ampliamento dell’albergo per 40 posti letto, 34 nuovi alloggi, un nuovo “centro urbano” di Terrarossa, individuato in pieno territorio aperto. Tutte volumetrie che sarebbero sottratte al dimensionamento (capacità insediativa) del piano strutturale e alle residenze stabili. L’operazione investe un’area vastissima, dicono, con nuove rilevanti volumetrie in un territorio già profondamente modificato secondo la strategia perdente delle seconde case e della cementificazione diffusa, mentre un futuro sostenibile è legato alla tutela e alla riqualificazione del patrimonio esistente. Anche la classificazione di un nuovo abitato urbano di Terrarossa appare ingiustificata e strumentale in quanto supportata in sostanza unicamente dalle piccole poche residenze esistenti e dall’albergo Argentario Golf Resort. Lapidario il commento degli ecologisti: «Una speculazione sostanzialmente immobiliare di cui l’Argentario non ha assolutamente bisogno». Su queste valutazioni fondamentali, la Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio, il Comitato Terra di Maremma, Legambiente, il Wwf, il Comitato per la Bellezza, il Movimento ecologista, esprimono la propria opposizione a questa operazione che definiscono anacronistica considerando che la Regione sta aggiornando e modificando la legge per il governo del territorio, il piano di indirizzo territoriale e paesaggistico secondo i criteri più aggiornati di sostenibilità territoriale, urbanistica e paesaggistica». I firmatari appuntano sul fatto che alla variante non sia allegato, un piano economico-finanziario. Secondo loro la variante sarebbe in contrasto con lo spirito della normativa e della pianificazione regionale e provinciale. Lo sviluppo sarebbe legato alla conservazione del valore ambientale, funzionale e culturale del territorio. Perciò - dicono - sarebbero da evitare nuovi interventi insediativi ed edificatori su territori litoranei a fini residenziali e di ricettività turistica, se non in ottemperanza al documento di Piano. La richiesta al Comune è quella di ritirare la variante.

Renzo Wongher

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