Finanza
Occhi elettronici sulla città
In arrivo altre 24 telecamere di sorveglianza per garantire la sicurezza
GROSSETO. Niente allarmismi, i reati, complessivamente diminuiscono, ma è vero che sono in crescita i cosiddetti “reati predatori”, furti e rapine, e allora occorre correre ai ripari, intensificando i servizi di controllo del territorio, anche con l'ausilio delle tecnologie e di telecamere, magari intelligenti, e chiedendo, però, anche la collaborazione dei cittadini che non possono più pensare che basti chiudere la porta di casa per essere tranquilli.
Il prefetto Anna Maria Manzone ha convocato, ieri, il comitato per l'ordine e la sicurezza per affrontare proprio queste problematiche e cercare soluzioni che garantiscano una maggiore sicurezza ai cittadini. Nella città di Grosseto si andrà all’installazione, nel centro storico, di 24 nuove telecamere che si vanno ad aggiungere alle 10 attualmente esistenti e che saranno piazzate ai varchi delle mura e sugli edifici che dominano le vie e le piazze principali del salotto buono della città e saranno collegate con le centrali operative di polizia municipale, polizia di Stato e carabinieri.
Un investimento da poco meno di 190mila euro di cui 47 provenienti da un contributo della Regione Toscana. L'intensificazione della presenza di occhi elettronici è un punto su cui il prefetto Manzone insiste molto. E dal momento che molti dei reati predatori vengono commessi da pendolari del furto, tra i progetti, attualmente allo studio – sia da un punto di vista tecnico che delle risorse disponibili – anche l'installazione, sulle vie di ingresso alla città, di telecamere cosiddette intelligenti, telecamere che riconoscono i numeri di targa e che sono collegate con un sistema in grado di incrociare il dato con quelli della banca dati dei veicoli di cui è stato denunciato un furto. «In questo modo – spiega il prefetto Manzone – può scattare una sorta di allerta che è molto utile per le forze dell'ordine».
Il progetto potrebbe coinvolgere anche la Provincia e la società Netspring, perché si tratterebbe – ed è probabilmente questa la parte più costosa – di portare il segnale dalle telecamere alla rete in fibra ottica di cui la città è dotata. Ma la sicurezza non passa solo dalla tecnologia.
A fronte dell'impegno degli enti pubblici e delle forze dell'ordine, capita sempre più spesso che i furti siano messia a segno in abitazioni che poi risultano prive della benché minima difesa passiva, a partire da una buona serratura del portone. In tal senso il prefetto Manzone, dunque, fa appello anche alla collaborazione dei cittadini.
Enrico Pizzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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